Lutto
Scuola semidistrutta dal fuoco per colpa di un ragazzino
A Empoli una carta accesa nelle canalette dove passavano i fili elettrici: ecco la ricostruzione delle indagini. Un gesto non doloso, ma ora verrà aperto un fascicolo dalla procura dei minorenni
EMPOLI. Dopo quattro mesi si definiscono i contorni del rogo che a maggio scorso ha semidistrutto il prefabbricato della scuola Ipia in via Sanzio: da quanto emerso dalla procura, coadiuvata nel lavoro dalla polizia empolese, è stato identificato uno studente minorenne che avrebbe fatto partire le fiamme. Un gesto colposo, non doloso, messo in atto con un pezzo di carta infilato nelle canalette lungo una parete del prefabbricato dove passavano i fili della corrente elettrica. E poi incendiato. Una ricostruzione che non avrebbe niente a che fare con una bravata o la volontà di bruciare o distruggere la scuola. Un atto compiuto senza capire cosa potesse accadere. Poi il fuoco si è propagato rapidamente con le canalette che hanno fatto un effetto camino. E le fiamme che si sono poi propagate rapidamente sulla copertura. Distruggendo quasi completamente il prefabbricato.
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Ora le indagini della procura sono chiuse, documenti e relazioni verranno passate alla procura per i minorenni che dovrà aprire un fascicolo nei confronti dello studente. L'incendio all'istituto Ipia di Empoli si sviluppò poco dopo le 9 di mercoledì 13 maggio in una costruzione staccata dal corpo principale. I 150 studenti che erano all'interno fuggirono fuori dal container che ospitava aule e laboratori dell'istituto professionale. Furono poi evacuati anche gli altri plessi adiacenti del Ferraris Brunelleschi: le lezioni si interruppero per oltre mille studenti. Tre il numero degli intossicati: oltre a due ragazzi dimessi dal pronto soccorso con una prognosi di due giorni, anche un bidello finì al San Giuseppe con un referto di cinque giorni.
Subito dopo l'incendio, la dirigente scolastica dell'istituto Daniela Mancini sospese l'attività didattica fino 17 maggio. L’edificio venne sequestrato e la prima ipotesi emersa fu quella di un corto circuito. In tutto erano nove le classi ospitate nella struttura per un totale di circa 180 studenti.«Ora - fanno sapere Città Metropolitana e Unione - si stanno valutando i lavori da fare per rimettere in funzione questo prefabbricato-scuola: l'edificio ha il certificato di prevenzione incendi e la struttura è a norma». E, infatti, anche da quanto emerso dalla indagine nella struttura non sono state rilevate violazioni alla normativa anti-incendio. Dovranno essere fatti solo pochi adeguamenti. Intanto la struttura è stata dissequestrata, il materiale recuperabile è stato portato via. Ma fino al prossimo anno la struttura non sarà in funzione.
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