Sicurezza
Se ne vanno le suore Giuseppine
Per 165 anni hanno fatto scuola in via Fabiani, rimarrà aperto solo l’asilo con una cooperativa
EMPOLI. Se ne vanno dopo 165 anni di presenza sul territorio. Le suore di San Giuseppe dell’apparizione, le Giuseppine per le migliaia di persone che da studenti e non solo le hanno conosciute, lasceranno la comunità di via Fabiani e verranno trasferite nelle altre dodici sparse in tutta Italia. L’età avanzata delle sorelle, rimaste in sei dalle 30-40 che erano a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, la crisi di vocazioni e la sempre maggiore difficoltà a portare avanti le attività che finora hanno condotto sono i principali motivi di una decisione che nell’estate è stata comunicata dall’Ordine superiore provinciale. Insieme a loro se ne va un pezzo di storia del territorio.
Qui si erano insediate prima ancora che l’Italia fosse unita ed erano rimaste ampliando via via il loro campo di azione. Fin dai primi anni l’attività principale è sempre stata l’istruzione dei giovani. Nel 1875 fondarono il primo asilo, nel 1880 arrivò la scuola elementare privata e nel 1917 le scuole complementari. Nel 1926 furono chiamate a gestire l’orfanotrofio femminile, mentre due anni dopo fu fondato quello maschile. Erano gli anni della “spagnola” e i bambini a centinaia rimanevano orfani. Il ciclo di studi venne completato nel 1942, pochi mesi prima che un tremendo bombardamento colpisse Empoli e vedesse le suore impegnate nell’assistenza, con l’istituzione della scuola magistrale. Ma il convento di via Fabiani rappresentava un luogo di approdo per molte giovani che avevano conosciuto la vocazione. Ce n’erano di empolesi (suor Francesca Romana, suor Maria Giulia, suor Teresa del Bambin Gesù, suor Alipia, suor Davidica e suor Anna Malquori), ma molte arrivavano da fuori e qui si stabilivano. Su tutte suor Maria de Greef, venuta a Empoli dal Belgio per seguire suo padre vetraio. «Sono centinaia e centinaia i bambini e i ragazzi che si sono formati nelle nostre scuole – raccontano suor Liliana e suor Pia, le ultime rimaste insieme alle sorelle Nannina, Cellina, Dorotea e alla responsabile suor Adeloisa – il nostro ordine negli anni ha rappresentato un punto di riferimento importante per la comunità. Dal 1973, però, con la crisi di vocazioni in Italia e la riscoperta delle missioni nelle parti più povere del mondo il numero di sorelle è progressivamente calato. Abbiamo dovuto abbandonare le scuole, eccetto l’asilo che abbiamo gestito fino al 2006 (dal 2008 è passato in gestione alla cooperativa Il Piccolo Principe e continuerà la sua attività, ndc). Ma l’attività delle sorelle non si è fermata». Gruppi parrocchiali, catechismo, visite e assistenza ai malati, ma anche corsi doposcuola e di lingua per alcune ragazze cinesi, gruppi di cucito, visite agli internati dell’Opg di Montelupo. Finora si è continuato a celebrare messa nella cappella interna e la struttura si è aperta ai gruppi di preghiera della comunità filippina e georgiana. Una vita di servizio, insomma, che rimarrà solo un ricordo per gli empolesi che hanno incrociato la propria vita con quello della comunità. «Non sappiamo che fine farà la struttura – continuano – che rimane di proprietà dell’Ordine. L’asilo, che ospita ben 52 bambini, continuerà a funzionare e noi verremo spostate in altre comunità in Italia».
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