La protesta
Un esercito di supplenti, flop del piano assunzioni
Sono circa trecento a tempo, nessun ruolo per gli insegnanti dell’Empolese Valdelsa. La Cgil: «Assunzioni tra un anno ma fuori regione quando i posti mancano da noi»
EMPOLI. Nel circondario il piano di assunzioni nella scuola per ora ha fatto flop. Al netto di quella parte di assunzioni che sarebbe stata comunque fatta, i precari almeno per quest’anno rimarranno precari. In questi giorni sono state fatte le convocazioni per assegnare le supplenze che anche per l’anno scolastico al via rimangono molte: 170 cattedre tra scuole medie e superiori, oltre a 130 spezzoni orari. Tra i precari di quest’anno, coloro cioè che andranno a coprire i 170 posti disponibili, ce ne saranno molti – quantomeno è questo l’auspicio – che avranno a disposizione una cattedra fissa il prossimo anno. Tuttavia anche per loro il rischio di essere spediti fuori regione c’è.
Ma andiamo con ordine. Il piano del governo per l’assunzione dei tanto sbandierati 100mila docenti prevedeva quattro fasi. Le prime due fasi (la fase 0 e la fase A) si sono concluse alla fine di agosto e hanno garantito un assunzione in ruolo – cioè a tempo indeterminato – a circa la metà del monte totale. Tuttavia, si tratta di posti previsti dall’organico di diritto e non aggiungono niente a ciò che già c’era. «Nella fase 0 venivano assegnati a livello nazionale oltre 36mila posti – spiega Paola Pisano della Flc-Cgil di zona – ma sono quelli derivanti dal normale turnover della scuola e dal piano straordinario di assunzioni previsto dall’ex ministro Carrozza. Nella fase A, invece, ne sono stati assegnati altri 10mila: si tratta di quelli necessari a coprire i posti di diritto autorizzati dal ministero e che non erano stati assegnati con la prima fase. Nella zona sono state interessate diverse decine di insegnanti, ma in questo la riforma della scuola del governo c’entra ben poco».
E arriviamo alla terza fase del piano, la B, per la quale le nomine sono terminate pochi giorni fa. Altre decine di migliaia di posti a tempo indeterminato a livello nazionale che sono stati assegnati – questa volta sì – in via straordinaria grazie alla cosiddetta buona scuola. Ma questa fase non è stata “positiva” per gli insegnanti provenienti dall’intera provincia di Firenze. Nessuno di questi, infatti, ha beneficiato di una nomina in ruolo. «La fase B non ha portato una sola assunzione per gli insegnanti dell’area fiorentina -prosegue Pisano – e quindi anche per quelli dell’Empolese Valdelsa. La selezione avveniva su base nazionale ed evidentemente i docenti di altre aree avevano punteggi maggiori». L’ultima ancora di salvezza per chi è rimasto fuori dai primi due step, è rappresentata dall’ultima fase. Ribattezzata fase C, questa garantirà l’assunzione dell’ultimo contingente di insegnanti previsti dal piano. Ma le operazioni non si concluderanno prima della metà di novembre, quando ormai i nominati con ogni probabilità si saranno già aggiudicati un’assunzione a tempo determinato tramite supplenza annuale. Tanto che una circolare prevede che chi sarà impegnato in una supplenza potrà rimanere in servizio fino alla fine dell’anno scolastico e solo dal prossimo potrà essere stabilizzato. Tutti precari insomma, almeno fino a settembre 2016. E con il rischio, a quel punto, di ritrovarsi assegnati fuori regione. «Noi non abbiamo mai contestato le assunzioni in sé – conclude la sindacalista – quanto il modus operandi. Se il governo ci avesse ascoltato il processo sarebbe stato meno complicato. Il messaggio che è stato passato è che gli insegnanti non sono disposti a spostarsi per lavorare, ma la realtà è che l’organizzazione è drammaticamente insufficiente: si rischia che un toscano vada ad insegnare in Sardegna, quando in Toscana i posti ci sono e magari saranno coperti da professori provenienti da altre regioni». E la scadenza del 15 novembre per la conclusione della fase C rischia di lasciare scoperti i posti nelle scuole in questo anno scolastico. Come detto, la maggior parte dei docenti reclutati in questa fase si troveranno già impegnati in supplenze e prenderanno la cattedra solo a settembre 2016.
Il problema è che questi posti non possono essere assegnati in via provvisoria. Gli unici insegnanti che potranno coprirli fin da subito (cioè dalla metà del novembre prossimo) sono coloro che insegnano nelle scuole paritarie oppure quelli rimasti fuori dalle supplenze. Questi ultimi, infatti, non potranno mettere in sospeso l’assunzione, anche se avverrà fuori regione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
