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Tradizione campana che ha “contagiato” anche libri e poesie

Tradizione campana che ha “contagiato” anche libri e poesie

Si racconta che la tradizione avrebbe origine dalle dispute napoletane che nascevano al momento di pagare il caffè tra gruppi, amici o conoscenti, incontrati al bar: poteva succedere, allora, che...

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Si racconta che la tradizione avrebbe origine dalle dispute napoletane che nascevano al momento di pagare il caffè tra gruppi, amici o conoscenti, incontrati al bar: poteva succedere, allora, che nell'incertezza tra chi aveva consumato e chi riteneva di dover pagare per gli altri, si finisse per pagare un caffè che non era stato consumato. In tal caso, non si chiedeva indietro il credito che ne scaturiva, ma si lasciava valida l'offerta a beneficio di uno sconosciuto. Poi - per alcuni anni, quelli del boom economico - l'usanza è andata perdendo appeal, tornando in voga prepotentemente in tempo di crisi, non solo nelle zone popolari ma anche in quelle storicamente ricche, come il nord Italia. L'espressione "Caffè sospeso" è uscita dai confini italiani e ne hanno parlato i più prestigiosi giornali mondiali: anche negli Stati Uniti si è soliti lasciare un caffè pagato, che va quasi sempre ad un senzatetto che ha passato la nottata al ghiaccio coperto solo da cartoni. L'usanza si è diffusa anche in altri paesi e ha dato origine ad iniziative collaterali, come il "libro sospeso" o la poesia "sospesa".

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