Sicurezza
Il sindaco Barnini raddoppia gli stadi
Il piano: nuovo impianto (a spese dell’Empoli) a Viaccia e il Castellani per gli altri sport
EMPOLI. «Parliamone. Ma i conti dell’Empoli non tornano. Per l’operazione restyling del Castellani, compresa la costruzione di un nuovo impianto per l’atletica in zona Santa Maria, servono 6,5 milioni di euro in più rispetto ai 10-11 ipotizzati. E comunque la soluzione migliore sarebbe costruire un nuovo stadio di proprietà della società di calcio alla Viaccia, anche se di milioni ne servirebbero trenta. Perché Empoli deve pensare in grande, e in prospettiva. E allora perché non lavorare per ritrovarsi con due stadi? Prendiamo l’esempio di Ancona: il vecchio Dorico in centro, trasformato da 13.000 a 3.000 posti e ristrutturato per nuove funzioni (circolo tennis, ristorazione e altro) e il nuovo 'Del Conero' dedicato al calcio».
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Dopo venti giorni di polemiche a distanza e contestazioni, il sindaco Brenda Barnini convoca una conferenza stampa, chiama a raccolta tutta la giunta al completo (anche se nessuno degli assessori interviene) e spiega la posizione dell’amministrazione comunale. Partendo da quello che è un dietrofront, anche se non vuole ammetterlo: «Non c’è mai stato da parte nostra un “no” categorico, verso un progetto che comunque è stato presentato attraverso un rendering e una paginetta scritta dall'Empoli Fc lo scorso 29 luglio. Al presidente Fabrizio Corsi dissi che ne avremmo riparlato, ma che c'erano delle valutazioni da fare, a partire dalla pista di atletica a cui trovare una seria alternativa». Anche se nel comunicato del 13 agosto, in risposta alla conferenza stampa dell’Empoli, la stessa Barnini scriveva che «per noi è prioritario che lo stadio comunale Castellani mantenga al suo interno anche la pista di atletica», quando il progetto dell’Empoli prevede uno stadio senza pista. Comunque, proviamo a considerare quello di ieri una specie di “giorno zero” e veniamo alle proposte di Barnini.
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Il nuovo Enegan Stadium prevede un'area commerciale da 4.000 metri quadrati: «Tutto fattibile, ma il percorso istituzionale prevede una variante urbanistica, che deve essere votata dal consiglio comunale. Per un’area commerciale del genere occorrono, secondo le normative urbanistiche regionali, ulteriori 8mila mq di parcheggi pubblici e da parte del privato altri 3mila metri quadrati. Si parla di una spesa di circa 1.500.000 di euro a carico del privato». Poi c’è il nodo pista, con l’amministrazione che la vuole rifare dov’è (c’è già un progetto e in parte anche i soldi) «tra la fine di questo anno fino all'inizio del 2016» con un intervento da 545.000 euro. Ma se ci sono le basi per portare avanti il progetto Enegan Stadium, i piani possono anche essere rivisti. Corsi aveva messo sul piatto un contributo di 500.000 euro a fondo perduto per la nuova pista. Poi aveva rilanciato a 1,5 milioni: «In realtà - come dimostrano le recenti esperienze di Prato e Arezzo - ce ne vogliono almeno 3». Non solo. Ci sarebbero da espropriare i quattro ettari di terreno (tra i campi di calcio di Santa Maria, accanto al Centro Coop, e la ferrovia), già destinati a verde sportivo ma di proprietà di vari privati: «Costo stimabile: 1,6 milioni».
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Insomma, parliamone, appunto. Ma Barnini tifa per “piano B”: «Viaccia potrebbe essere il luogo più adeguato per portare avanti lo sviluppo delle strutture sportive della città da qui al 2060». Ma nel giro di pochi anni le squadre di A e B non potranno giocare sui campi circondati da una pista di atletica: «La decisione del consiglio comunale dovrà basarsi sui tempi che detta la Lega Calcio o su quelli che riguardano lo sviluppo urbanistico ed economico della città di Empoli?». Ok, ma per costruire un nuovo stadio occorrono trenta milioni di euro, quasi il doppio rispetto alla stima fatta dal Comune per trasformare da sogno in realtà il progetto del club di rifare il Castellani: «Siamo però disposti sin da domattina ad aiutare l'Empoli per rendere l'investimento della Viaccia sostenibile e redditivo».
LA MAPPA: LE 3 ZONE INTERESSATE DAL CASO
Magari - considerando la zona - coinvolgendo le aziende del polo tecnologico, a cominciare dalla Sesa, che conta oltre mille dipendenti e che - ovviamente al momento siamo nel campo delle ipotesi - potrebbe anche essere interessata a investire su un progetto del genere. Tuttavia la proposta della Viaccia è già stata definita una “bischerata” da Corsi: «Siamo sicuri - ribatte Barnini - che un fazzoletto di terra all'uscita dello svincolo della Fi-Pi-Li Empoli Est, a due passi dal polo tecnologico, dove nei piani del Comune c'è la realizzazione di una nuova viabilità che costeggia la superstrada, non sia appetibile a investitori privati?». Già, Viaccia. Quella terra espropriata dal Comune nei primi anni Duemila e che doveva ospitare il centro sportivo dell’Empoli, poi realizzato da Corsi a Monteboro. «In quella zona il Comune è proprietario di 15 ettari che sarebbero messi a disposizione del club, servirebbe un ulteriore acquisto da parte della società di cinque o sei ettari e una variante per il commerciale, ma quella servirebbe anche a Serravalle». Il sindaco scarta l’ipotesi di realizzare in quella zona la pista di atletica. E sui tempi non ha dubbi: «Si equivalgono sia nella costruzione di un nuovo stadio, sia per il rifacimento del vecchio impianto. La variante urbanistica richiede 7-8 mesi. Poi i tempi necessari al project financing, e infine quelli di realizzazione: se da domattina ci mettiamo a fare chiarezza, la città guadagna un giorno in più».
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