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Empoli, nuovo stadio: «Ben venga il dialogo. Se si vuole davvero la soluzione si trova»

Francesco Ghelfi
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Francesco Ghelfi

L'amministatore delegato Francesco Ghelfi accoglie l’invito «con moderata soddisfazione» ma boccia l’ipotesi-raddoppio: «L’alternativa è andarsene»

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EMPOLI. Prove tecnico di dialogo. Sono quelle che finalmente intercorrono fra il Comune di Empoli e l’Empoli calcio.

L’apertura con riserve del sindaco Brenda Barnini, infatti, viene accolto con «moderata soddisfazione» dal club azzurro. A dirlo è l’amministratore delegato Francesco Ghelfi che continua a essere la voce della società nonostante il rientro alla base del presidente Fabrizio Corsi, tornato al Sussidiario ad assistere a un allenamento dei suoi ragazzi. «Siamo moderatamente soddisfatti dell’apertura del sindaco nei nostri confronti – dice l’uomo dei bilanci – è sicuramente un passo avanti rispetto alla porta chiusa che avevamo trovato alla fine del mese di luglio».

Quel «no» smentito dalla Barnini, insomma, secondo l’Empoli c’era eccome. Ma ora sembra arrivato il momento del dialogo. «Sicuramente ci sono dei problemi, sicuramente ci sarà da parlare di molte cose. Eppure – prosegue Ghelfi – sono convinto del fatto che ogni ostacolo sia superabile. A patto che davvero ci sia la volontà di trovare la soluzione».

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Siete disposti anche a parlare dell’ipotesi del nuovo stadio alla Viaccia.

«In questo caso non c’è molto da dire. È un progetto non realizzabile. Né l’Empoli né il Comune né la società di atletica hanno la forza per riuscire a sostenere certi costi. Penso all’urbanizzazione, ma non solo a quella».

I partner commerciali che avete trovato - Enegan, Euronics e Conad - prenderebbero in esame questa ipo

«Non credo proprio. Che appeal commerciale può avere una zona, come Viaccia, dove non c’è niente?»

E di quanti soldi si tratta?

«Non è una cifra. Sono interessati a fondi commerciali il cui affitto coprirebbe il mutuo. Ma gli 11 milioni di cui abbiamo parlato ce li metterebbe l’Empoli».

L’altra possibilità emersa è quella di un nuovo Castellani e di una nuova pista al suo interno.

«La convivenza fra discipline e la stessa idea di strutture poli-funzionali sono superate. E, non a caso, si va verso un regolamentazione che prevede stadi solo per il calcio. Ma penso anche all’atletica, che merita una nuova pista».

Rispetto al vostro progetto, comunque, ci sarebbero dei problemi legati ai parcheggi e anche ai soldi.

«Ecco, di questo siamo disposti a parlare. Accettiamo volentieri l’invito del sindaco al dialogo, pronti a fare di tutto per trovare le soluzioni. Sui parcheggi, ad esempio, la legge dice anche che dove non c’è lo spazio per realizzarne dei nuovi si possono utilizzare quelli già esistenti. Ovviamente non gratuitamente».

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E il contributo troppo basso per la nuova pista?

«Parliamone. Non abbiamo la presunzione di pensare che il nostro piano sia perfetto. Ma intanto è un progetto preliminare articolato e anche costoso (circa 80.000 euro, ndr) e non solo un bel rendering. Poi, ripeto, tutto è migliorabile».

A quale cifra potreste arrivare?

«Di cifre ne sono state fatte anche troppe. Ma, se tutti vogliono, la soluzione si trova».

Due stadi per Empoli: che ne pensa?

«Non mi sembra che ci siano le forze per sostenere un’idea del genere».

Quando inizierà questo dialogo?

«Se non la prossima settimana quella subito dopo».

Ma l’Empoli ha un piano B?

«Credo che l’unica altra possibilità, nostro malgrado, sia lasciare Empoli».

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