La protesta
Moses e i suoi fratelli migranti in 310 sono ospiti nel Circondario
Empoli: il governatore Enrico Rossi, in un edificio della Misericordia che accoglie i profughi «Ora la sfida è quella di offrire loro attività d’integrazione in Italia e che siano utili alla collettività»
EMPOLI. «Ñon pensavo che sarebbe stata così dura arrivare fin qui. Ma ora che ci sono ho intenzione di trovarmi un lavoro e di rimanere in Italia». Il nigeriano Moses guarda negli occhi il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, passato da Empoli per incontrare alcuni migranti ospitati nel Circondario in attesa della risposta da parte delle autorità italiane alla loro richiesta d’asilo. Lui è tra i fortunati ad aver ottenuto la “protezione umanitaria” e adesso vive nel centro allestito dalla Misericordia tra una lezione di italiano e il tentativo di capire come proseguire la sua vita nel nostro Paese. Moses è tra i 310 profughi che i Comuni del Circondario hanno dislocato nelle strutture del territorio gestite da varie associazioni della zona. E vedere così tante autorità intorno gli dà un senso di tranquillità.
«Ho voltato pagina, dopo essere arrivato a Catania con il barcone - dice - Ora guardo al futuro con ottimismo». Rossi sorride e annuisce. È venuto a Empoli, dopo essere stato a San Giuliano Terme, nel Pisano, per conoscere la realtà dei profughi giunti in Toscana. «Se ne parla sempre, spesso con toni accesi - ha detto incontrando il governatore della Misericordia di Empoli, Pierluigi Ciari e i sindaci del Circondario - Ma qui servono interventi seri e programmi concreti. E mi sembra che in Toscana le cose funziono».
Via Verdi è uno dei punti in cui vivono i migranti. «Abbiamo scelto di dividerli in piccoli gruppi - ha detto il direttore della Misericordia, Fabrizio Sestini - così da offrire loro una sistemazione migliore». Intanto, però, si cerca di far passare il tempo ai profughi nella maniera più utile. Il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli, il referente per questa materia per il Circondario, non dà dettagli sui luoghi in cui sono ospitati. «Tutto il territorio è coinvolto - dice - Ed è questo che conta. Non facciamo differenze tra Comuni, perché ci diamo una mano a vicenda. I migranti ci danno una mano in piccole, ma preziose manutenzioni, rendendosi utili e trascorrendo il tempo». Fra poco, tra l’altro, alcune associazioni di Empoli offriranno loro spazi per fare sport, contribuendo a farli ambientare nel nostro Paese.
Ma è proprio il concetto di sinergia ricordato da Spinelli, l’aspetto che sottolinea il sindaco di Empoli, Brenda Barnini: «Se siamo riusciti a dare una risposta concreta e senza particolari problemi alla popolazione è proprio perché abbiamo lavorato insieme a tutte le amministrazioni comunali del Circondario. Questo è il sistema per affrontare un problema che ormai non è più un’emergenza. Ma che è diventato una realtà da alcuni anni a questa parte. Non possiamo opporci a questo flusso di persone che fuggono da guerre e distruzioni. Dobbiamo, invece, dare loro una nuova opportunità». (a.q.)
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