Il Tirreno

Empoli

All’asta circolo e discoteca

di Marco Pagli
All’asta circolo e discoteca

Cancellati 61 anni di storia insieme alla Ypsilon che ha fatto ballare generazioni

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CERTALDO. Il tribunale fallimentare chiude una storia iniziata 61 anni fa. La casa del popolo di Certaldo finisce all’asta. L’incanto si porta via pareti, porte e finestre che delimitano una struttura da oltre 2mila metri quadrati. Ma soprattutto un polo aggregativo, un simbolo, una storia appunto di quelle con la maiuscola, intorno alla quale negli anni si erano snodate le storie personali di migliaia di persone.

Le spese sempre maggiori, la crisi e poi i debiti che dagli anni ’80 in poi si erano accumulati. L’ultimo disperato tentativo era stato messo in campo nel 2010, quando il consiglio della casa del popolo aveva provato a giocare la carta della vendita. All’epoca l’allora presidente Ademaro Raspollini aveva spiegato così la decisione: «Negli anni sono stati necessari interventi importanti di manutenzione e di messa in sicurezza dell'intero edificio e si è aperto un buco nei conti. Da allora, anche per responsabilità personali, la situazione si è aggravata e non siamo riusciti a ripianare la situazione finanziaria». Ma in questi cinque anni nessun compratore ha bussato alla porta dell’immobile di via Cavallotti con una proposta. Tuttavia un nuovo consiglio direttivo si era insediato e aveva rilanciato le proprie iniziative con un cartellone importante.

Tanto volontariato, tanto impegno da parte di giovani e meno giovani che non sopportavano di vedere morire così la propria casa del popolo. Uno sforzo che, però, ha dovuto fare i conti con la dura realtà dei numeri. Così la banca - con la quale l’associazione aveva aperto un mutuo per riuscire a pagare le spese non saldate negli anni - dopo le lunghe trattative degli ultimi anni ha optato per il pignoramento della struttura. «Si perde un presidio sociale importantissimo per Certaldo e l’intera area – afferma il presidente dell’Arci Empolese Valdelsa, Chiara Salvadori – in questi anni, insieme al consiglio della casa del popolo, abbiamo cercato tutte le soluzioni possibili per risolvere la situazione. Ma purtroppo non è bastato. In questi ultimi anni la casa del popolo era riuscita a sopravvivere grazie all’impegno dei volontari che non è mai venuto a mancare. Rimane la speranza che dalle rovine di oggi possa rinascere un nuovo punto di aggregazione».

Agli atti del tribunale figurano cinque lotti (tra cui anche due appezzamenti di terreno alle pendici del “Poggio di Boccaccio”) per cui è stata fissata una base d’asta da quasi due milioni di euro. I locali del circolo per una superficie di oltre 400 metri quadrati, un ufficio per altri 70 metri quadri e l’intero spazio della discoteca Ypsilon che si estende per più di 1.600 metri quadrati.

La storia della casa del popolo di Certaldo era cominciata nel 1954. Centinaia di esponenti della classe operaia del paese avevano investito parte dei loro magri risparmi nella costruzione di quel presidio sociale. Avevano impiegato il loro tempo libero, la loro fatica e il loro sudore in quell’opera. Si erano spesi per la collettività e tutto il loro impegno negli anni era stato ripagato dall’entusiasmo e dalla partecipazione della gente. La vita di Certaldo e dell’intera Valdelsa vibrava dentro a quelle pareti. Il palco della sala da ballo (inizialmente Alambra, poi Ypsilon) veniva calcato da artisti importanti. Da qui sono passati Claudio Villa e Mina. E più tardi le star della musica dance, che avevano attratto orde di giovani. Per oltre due decenni le stanze di via Cavallotti avevano conosciuto i fasti del divertimento. Poi la situazione si è fatta via via sempre più difficile. La decisione di vendere gli immobili era stata presa nell’ottica di lasciare uno spazio non più sostenibile e trovarne un altro dove mettere le radici per il futuro. Nel frattempo, le iniziative non si erano fermate nonostante alcuni intoppi. Quello maggiore era stato rappresentato dalla chiusura temporanea della sala, all’inizio del 2011, per la mancanza di alcune autorizzazioni. In quell’occasione era stata annullata una serata con il dj certaldese Francesco Farfa, uno dei più famosi a livello internazionale. Lo strascico di veleni e polemiche non aveva però spento gli sforzi dei volontari. E alla fine del 2012 era stato presentato un nuovo cartellone che aveva visto alternarsi serate danzanti a concerti con nomi di rilievo, tra cui quello di Morgan, volto dello spettacolo e voce dei Bluvertigo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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