Gioco
Subsonica la ciliegina sulla torta del Beat Festival
Entusiasmo alle stelle e migliaia di presenze per l’ultimo concerto della rassegna Superato il muro delle 70.000 presenze nella tre giorni al parco di Serravalle
EMPOLI. Ben 20.00 anime per il giorno d’apertura e il concerto dei Sud Sound System, 25.000 persone il sabato per ballare ai timi gypsy dei Gogol Bordello, addirittura più di 30.000 ieri, per la chiusura in bellezza con lo show dei Subsonica. Il Beat Festival, insomma, va in archivio con un bilancio più che lusinghiero (in attese delle conferme degli organizzatori si parla, in sostanza, di più di 70.000 presenze in tre giorni) e la sensazione forte che sia solo un arrivederci e che l’anno prossimo il parco di Serravalle tornerà ad ospitare musica, street food e sport.
Chiusura col botto. L’appuntamento clou della rassegna si è consumato ieri sera, con l’atteso concerto dei Subsonica. Il gruppo ha presentato i successi dell’ultimo album “Una nave in una foresta” (Universal), che ha debuttato al numero 1 su iTunes e nella classifica Fimi/Gfk ed è già disco d’Oro. I singoli come “Lazzaro”, Di Domenica” e “Cerchi degli alberi”, insieme ai brani storici della band torinese da anni ai vertici della musica italiana di qualità, hanno infiammato i quasi 5.000 spettatori presenti all’interno dell’area dedicata ai concerti (anche se i dati ufficiali saranno resi noti soltanto nella giornata di oggi). Già dal pomeriggio, poi, lo sport era stato protagonista con le esibizioni di molte associazioni sportive, mentre street food e birra artigianale lo sono state anche dopo, e fino a notte fonda.
Notte gypsy. Come a notte fonde, in realtà, era terminata la serata precedente. Quella culminata con il concerto dei Gogol Bordello, gli ospiti internazionali del Beat Festival, che ha richiamato appassionati del gyspy punk da mezza Italia e infiammato la platea con ritmi che hanno fatto ballare praticamente anche gli alberi. Poi, come detto gran parte del pubblico aveva invaso gli altri spazi con un mix di generazioni sorprendenti. Tanto che, intorno alle 2, gli organizzatori hanno dovuto avvertire gli “irriducibili”, ed erano ancora molti, che era l’ora di chiudere i cancelli.
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