Sicurezza
Stadio, Linea civica chiede un nuovo dialogo
Il gruppo di minoranza critica il sindaco: «Occasione persa. Assurdo dare priorità alla pista di atletica»
EMPOLI. Il nuovo e tanto discusso stadio di Empoli è «un’occasione persa», secondo Linea Civica, gruppo di opposizione in consiglio comunale, che spiega: «Alla prima prova vera di governo del territorio, nel primo anno e mezzo dalle elezioni in pratica solo normale amministrazione, il Governo Barnini 1 fallisce miseramente la prova. Anche il dialogo sull’argomento va riaperto».
Secondo il gruppo di minoranza, «un nuovo stadio è una opportunità importante per una città come Empoli, un investimento di riqualificazione di questa portata produce lavoro nell’immediato ed a lungo termine, in una città dove i recuperi a livello immobiliare sono rari come mosche bianche. Questa poteva essere l’occasione non solo per attrarre quei capitali privati, ma anche per mettere a sistema eventuali contributi pubblici nazionali ed europei».
Ed invece, come detto, è una «occasione persa». Un giudizio che parte dalla priorità del Comune di mantenere al suo interno la pista di atletica. «Una dichiarazione non solo anti storica - dicono i consiglieri di Linea Civica - visto che la tendenza mondiale negli ultimi decenni è quella di separare quanto più possibile le varie attività sportive. Ma anche così tranciante da chiudere qualsiasi margine di trattativa. Che poi si è dovuta riaprire per via della pressione popolare. L’Empoli Fc non ha dovuto nemmeno ingegnarsi troppo. È bastata una conferenza stampa che ovviamente segnava la fine di un percorso di dialogo e non l’inizio».
«Quello che ci preme in questa fase sottolineare - riprende il gruppo di opposizione - è che qualunque fosse il “margine di manovra” prima della chiusura totale del sindaco Barnini adesso è inferiore. E quello che potevamo ottenere come città, oltre ad un nuovo stadio, magari una nuova pista d’atletica dove si possa veramente fare sport, piuttosto che un nuovo palazzetto per il basket, tennis, calcetto come l’attuale PalaAramini, se ne vanno in fumo forse a vantaggio di una carriera personale o forse per mantenere in città i nomi ed i luoghi a cui siamo abituati».
Ma una possibilità di apertura c’è: «Coi colleghi di opposizione abbiamo sollecitato che venga riaperto il dialogo in termini istituzionali nella sede della Commissione Affari generali».
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