Il Tirreno

Empoli

Rabbia e striscioni in piazza «No alla chiusura dell’ufficio»

di Chiara Capezzuoli
Rabbia e striscioni in piazza «No alla chiusura dell’ufficio»

Un centinaio di cittadini alla manifestazione andata in scena a Castelnuovo d’Elsa «Non siamo numeri, vergogna». Il 3 settembre la pronuncia del Tar sul ricorso

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EMPOLI. «Non siamo numeri, vergogna. No alla chiusura delle poste». Questa è la scritta che troneggiava appesa al muro della chiesa di Castelnuovo D’Elsa, frazione di Castelfiorentino, davanti alla quale ieri mattina un centinaio di cittadini si sono radunati per protestare all’imminente chiusura dell’ufficio postale. In questo piccolo paesino immerso nel cuore della Valdelsa, la quasi certa soppressione dell’ufficio postale sembra non andare giù a nessuno degli 860 abitanti del paese in tumulto per vedere la chiusura dell’ultimo luogo utile ai servizi al cittadino.

Dopo la chiusura della banca poco tempo fa, se ne dovrebbe andare il 7 settembre anche la Posta: un taglio che andrebbe a colpire in particolare le persone anziane, che certo non se la sentono di andare fino a Castelfiorentino per sbrigare le loro pratiche in un ufficio analogo. Centinaia di mani reggevano cartelloni inneggianti al “no” contro questa chiusura che proverà ad essere sventata: il Comune ha presentato ricorso al Tar, che si pronuncerà il 3 settembre. Sia i cittadini che il sindaco Alessio Falorni, si oppongono con forza alla decisione di Poste che vuole tagliare ben 59 uffici postali in Toscana: nell’Empolese Valdelsa è proprio l’ufficio di Castelnuovo ad essere nell’occhio del ciclone.

«La chiusura dell’ufficio è per noi un disagio enorme - sottolinea Manuela Poli - soprattutto per le persone più anziane ma un po’ per tutti: pensiamo per esempio nei casi di nevicate quanto è difficile raggiungere Castelfiorentino». La battaglia contro Poste da parte di questo borgo è stata rappresentata ieri più che mai dalla grande manifestazione in piazza. «La posta non deve assolutamente essere chiusa - commenta Antonino Laduca - perché altrimenti questo paese resterebbe senza un luogo fondamentale e raggiungibile da tutti». Protestano i cittadini in merito alla decisione che vedrebbe appunto la rimozione dell’ultimo baluardo della frazione: «Prima la chiusura della banca e adesso quella della posta, noi non se possiamo più - racconta Luisa Sammito - questa posta è importantissima non solamente per noi ma anche per tutti i cittadini delle frazioni vicine che vengono qui a pagare le loro bollette». La battaglia intrapresa dai sindaci toscani e ricordata ieri sia dal sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, che da sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, sta avendo un grande esito in tutta la Toscana e qui a Castelnuovo D’Elsa l’adesione è stata molto alta. «La nostra protesta nasce dall’esigenza di mantenere aperte le nostre poste anche perché soprattutto dopo la chiusura della banca non può abbandonarci un servizio così prezioso» ricorda Gianna Verdiani. «Questo luogo è da sempre un punto di riferimento all’interno del paese sia per gli anziani che non - dice Luciana Calvani - e se dovesse davvero chiudere sarebbe per noi un serio impoverimento per i servizi visto che ci è rimasto solamente questo».

La manifestazione è stata promossa dal sindaco Alessio Falorni: «Siamo arrabbiati perché da parte di Poste questi cittadini sono stati considerati solamente come un numero in una logica solamente aziendalista. E per questo oltre ad aver già manifestato con Uncem e Anci in giro per la Toscana e dopo aver fatto ricorso per la seconda volta al Tar, abbiamo organizzato anche questa manifestazione». Solidarietà ai cittadini è stata espressa da Marco Cordone, segretario Lega Nord dell’Empolese Valdelsa, mentre secondo Federica Zunino di Castello a Sinistra «è inutile ed ipocrita piangere sul latte versato. Questo è il risultato dei governi eletti dal popolo: nel caso abbiate votato i partiti di destra o centrosinistra, avete contribuito a sostenere governi che hanno e continuano a smantellare».

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