Il dolore
Sbeffeggiati dalla destra
L’anziano senzatetto portato da Fn in una ex scuola adibita ad alloggi
EMPOLI. Adriano ha 65 anni. È cardiopatico. Ha una pensione d’invalidità di 140 euro al mese. E viveva su una panchina in piazza Ristori. Fino a ieri, quando gli è stato trovato un tetto. Ma non per merito degli enti locali. Che sono stati scavalcati da un movimento di estrema destra, Forza Nuova. Una quindicina di militanti sono arrivati intorno alle 16.30 nel cuore della città - scortati dalla polizia - si sono presentati davanti al municipio, hanno piazzato la loro bandiera. Hanno scattato foto e rilasciato dichiarazioni di fronte ai taccuini. Poi si sono rimessi in marcia. Hanno accompagnato Gambini, ex camionista originario di Reggio Emilia, a salutare le poche persone che l’hanno aiutato in questo periodo vissuto in piazza Ristori. E poi sono ripartiti, con lui. Direzione Poveromo. Dove Gambini vivrà all’interno di un vecchio asilo occupato a scopo abitativo, che già ospita due famiglie. Un mese esatto dopo l’uscita del nostro articolo che denunciava le condizioni in cui era costretto a vivere il pensionato, il cerchio si chiude. Ma il lieto fine non lo scrivono coloro che tutti si aspettavano (gli enti locali), bensì un piccolo partito di estremisti di destra, capaci di incunearsi nella terra del Pd e di risolvere un caso umano, nell’indifferenza generale.
«Quando abbiamo letto l’articolo - spiega il referente Augusto Gozzoli (Forza Nuova di Pontedera) - siamo intervenuti attraverso la onlus “Solidarietà nazionale”, portando ad Adriano alcuni pacchi di generi alimentari». Come hanno fatto in tanti, nei giorni successivi all’articolo. Ma poi alla città è mancato il passaggio successivo, la forza di andare oltre l’emergenza: «I militanti di Massa ci hanno comunicato la disponibilità di un posto nell’asilo occupato nell’ambito del progetto “Trincea” riservato alle famiglie italiane che hanno bisogno di un tetto sopra la testa. E abbiamo subito pensato ad Adriano. Che potrà vivere lì fin quando vorrà. Spero che si integri bene con le altre due famiglie».
Perché «mentre prefetture, Comuni e Città Metropolitane spendono soldi per recuperare immobili abbandonati per ospitare migliaia di immigrati, noi pensiamo agli italiani. Loro invece se ne dimenticano e fanno affari con le cooperative: l’inchiesta Mafia Capitale insegna che i migranti sono una fonte di business, mentre un italiano di 65 anni che vive su una panchina no». Un affondo alle istituzioni, accompagnato da una frecciata alla città: «La nostra azione - sottolinea Gozzoli - ha l’obiettivo di risvegliare una solidarietà che non c’è più, spazzata via dal consumismo».
A due passi da Gozzoli c’è Gambini. Che sorride con gli occhi di un bambino nel giorno del suo compleanno. Ha ricevuto un regalo più atteso. Ed è andato a scartarlo sotto al naso del coetaneo che gli sta antipatico (il Comune). «Sono davvero molto contento, ancora non riesco a crederci e a pensare che finalmente da stasera (ieri, ndr) avrò un tetto sulla mia testa». Guarda i militanti di Forza Nuova, stringe le loro mani, regge la loro bandiera: «Mi hanno dato una grossa mano. E poi sono sempre stato un uomo di destra, seppure non proprio della loro fazione. Adesso mi devo ancora abituare all’idea che finalmente avrò un letto tutto per me dove riposarmi, una stanza tutta mia per la mia privacy e per le mie cose. Sono ancora parecchio frastornato ma non vedo l’ora di arrivare nella mia nuova casa».
Stavolta quegli occhi che tante volte hanno visto indifferenza (alternata da disprezzo), e ben pochi aiuti (fatta eccezione per un sussulto di solidarietà di pochi giorni), sono pieni di lacrime di gioia: «A Massa questi ragazzi non mi daranno solamente un tetto sopra la testa ma molto di più. Mi hanno trovato anche un piccolo lavoretto come guardiano di una struttura, che mi consentirà di arrivare a fine mese in maniera più decorosa: tutto grazie a loro e non certo al Comune di Empoli». E rivolge un gesto di rabbia al municipio, prima di andarsene, insieme ai militanti di Forza Nuova, verso piazza Ristori. Dove saluta gli amici del bar, che in tutti questi mesi, hanno cercato di dargli aiuto e conforto, oltre che un riparo nei giorni - e nelle notti - di pioggia. Riceve abbracci e pacche sulle spalle: «Vai Adriano, non piangere: oggi per te inizia una nuova vita. Devi essere felice». Ma lui non resiste. Abbassa il finestrino del suv nero che lo porta verso Massa, accenna un sorriso, saluta. E scendono le lacrime, tra gli applausi dei militanti di estrema destra e agli occhi vigili dei poliziotti, in allarme per le possibili tensioni in una città storicamente rossa, rimasta immobile di fronte all’azione di Forza Nuova e che ha assistito alla partenza di Gambini con la stessa indifferenza (al di là del tam tam sui social network) con cui l’aveva visto sopravvivere per mesi su una panchina.
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