Il Tirreno

Empoli

IL COMMENTO

Che schiaffo pubblico alla città della Resistenza

Lucia Aterini

Vedere la sede del Comune di Empoli che fa da set cinematografico a un gruppo di attivisti di Forza Nuova fa venire un groppo al cuore. Ma era possibile evitare questa azione dimostrativa con “scippo” del vecchietto?

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Vedere la sede del Comune di Empoli che fa da set cinematografico a un gruppo di attivisti di Forza Nuova con tanto di bandiera bianca e nera fa venire un groppo al cuore. È stata una sfilata davvero brutta quella andata in scena mercoledì 26 agosto con il movimento di estrema destra che è venuto a prendersi Adriano
Gambini, l’anziano malato e senza casa. Vergognosa per una città che dalla Resistenza in poi ha avuto una gloriosa storia di sinistra. Qui più che altrove in Toscana. È come se si fosse incrinata l’alchimia politica e sociale che in questa terra regge pubbliche amministrazioni e comunità fondate su valori come solidarietà e tolleranza. Ma era possibile evitare questa azione dimostrativa con “scippo” del vecchietto (portato via guarda caso con un suv di colore nero)?.

Il Comune ha impiegato una pagina con caratteri piccoli per descrivere tutto quello che era stato fatto per Gambini. Un dossier che inizia cinque anni fa e che evidenzia una serie di criticità legate al soggetto preso in carico . Scorrendolo, non si puoi dire certo che servizi sociali, associazioni di volontariato e parrocchie non abbiamo lavorato per lui. Ma in conclusione il risultato non c’è stato perché il letto di Gambini al dormitorio era solo temporaneo. Per uscire dalla precarietà avrebbe dovuto partecipare al bando delle case popolari o fare domanda per l’emergenza abitativa e portare l’Isee. E su questi punti è naufragato il grande lavoro svolto. Come si fa a chiedere a una persona con evidenti disagi di compilare un Isee? O farlo presentare a un ufficio piuttosto che a un altro per spiegargli poi che alle case popolari si accede solo se si è in graduatoria. Percorsi sicuramente troppo difficili per un anziano cardiopatico che vive borderline. Meglio allora “requisire” alcuni alloggi extra graduatorie e dedicarli a situazioni di fragilità. Come ha fatto di recente l’Unione per due appartamenti che saranno gestiti direttamente dal Sert e assegnati a tossicodipendenti.

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