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Empoli pronto ad alzare l’offerta per la nuova pista di atletica

di David Biuzzi
Empoli pronto ad alzare l’offerta per la nuova pista di atletica

L’apertura del sindaco non scalda la società che ribadisce no alla Viaccia e validità del progetto-stadio E intanto Corsi incontra il primo cittadino di Pietrasanta per informarsi sui costi dell’impianto di Marina

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EMPOLI. Un cauto... pessimismo. Già, l’apertura del sindaco Brenda Barnini sul progetto per trasformare il Carlo Castellani in un gioiello non ha prodotto l’entusiasmo che ti aspetti in casa dell’Empoli calcio. «Corsi, parliamone» era stato l’invito lanciato dal primo cittadino attraverso i microfoni del Tgr Toscana, «ci stiamo ma a certe condizioni» la replica azzurra.

Due paletti. Prima di aprire un tavolo di discussione, in sostanza, secondo la società azzurra ci sono due paletti da aggirare. «Non so se è giusto dire che c’è un’apertura – sentenzia l’amministratore delegrato Francesco Ghelfi – perché ci sono almeno due cose da chiarire che sono assolutamente determinanti. La prima è che la pista di atletica deve essere spostata perché non ha senso spendere ancora soldi per lo stadio per andare poi contro al buon senso e alla direttive di Lega e Figc, la seconda è che non è possibile pensare a un secondo impianto per il calcio alla Viaccia. Ha ragione il presidente Corsi, questa proposta è una bischerata perché è chiaro a tutti che né l’Empoli né il Comune hanno la forza i soldi per fare uno stadio ex novo dove ora ci sono campi incolti e una strada di campagna».

L’altra apertura. A queste condizioni, però, anche l’Empoli è disposto ad abbandonare il duello mediatico per tornare al dialogo (abbandonato dopo l’incontro di fine luglio a Firenze alla presenza del sottosegretario Lotti). «Se si vuole parlare seriamente del nostro progetto – spiega ancora Ghelfi – certo che siamo d’accordo. Anche perché, e ci tengo a precisarlo, di progetto si tratta. Il sindaco lo definisce in bel rendering, perché questo abbiamo mostrato in conferenza stampa, ma sa benissimo che è un progetto vero e proprio, curato in tutti i dettagli dallo stadio dell’architetto Puliti. Certo non è e non può essere un progetto esecutivo, ma si tratta di un progetto preliminare concreto a tutti gli effetti».

La pista d’atletica. Il nodo, alla fine, era e resta la pista d’atletica. Con l’Empoli che è pronto ad alzare l’offerta (la prima era di 500mila euro) per costruirla nuova da un’altra parte. «Si, possiamo parlarne – continua l’uomo dei conti della società azzurra – e siamo anche disposti ad impegnarci in tutte le sedi possibili, come il Coni e come i privati, per la ricerca di altri fondi. Anche in questo caso, però, bisogna anche chiarire dove si vuole andare a parare. Se la richiesta è quella di circa 7 milioni per rifare un nuovo impianto dal niente, è chiaro che siamo lontani da una possibilità concreta. Già che ci siamo, però, mi preme anche precisare che l’Empoli non ha nessuna intenzione di monopolizzare lo sport e, nel caso specifico, di prendersi gli spazi dell’atletica. Tanto per essere chiari: la Maratona è l’unico settore dello stadio che non sarà toccato dai lavori, secondo il nostro progetto, e gli spazi interni della Maratona a noi non interessano per niente».

Al lavoro. Nonostante la cautela del club, insomma, c’è uno spiraglio nel muro contro muro che finora segnato questa vicenda. Dopo striscioni, cori e una costante contestazione (diretta al Municipio) sui social, insomma, c’è un piccolo spiraglio per cominciare a trattare. Le diplomazie, in questo senso, dovrebbero essere già al lavoro da giorni. E l’Empoli non ha intenzione di mollare la presa, anzi. Proprio oggi, infatti, il presidente Fabrizio Corsi dovrebbe approfittare dei ritagli di vacanza in Versilia per incontrare il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, perché da poco a Marina di Pietrasanta c’è un nuovo centro dedicato all’atletica, il Falcone e Borsellino, che è considerato un gioielli ed è pure la base d’allenamento del pesista Vizzoni. Il massimo dirigente, in sostanza, chiederà lumi sulla realizzazione, sulla tempistica e soprattutto sui costi. Qualcosa del genere, probabilmente, potrebbe accadere anche con il primo cittadino di Prato, Matteo Biffoni, dove l’impianto “Ferrari” è stato completato con una spesa di 1,5 milioni e, curosità, il finanziamento della Coop.

@DavidBiuzzi

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