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Il sindaco scende in piazza per salvare l’ufficio postale

Il sindaco scende in piazza per salvare l’ufficio postale

A Castelnuovo organizzato un presidio di fronte allo sportello che dovrebbe chiudere a breve Alessio Falorni: «Noi non ci stiamo perché questo è un servizio creato con i soldi dei cittadini»

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CASTELFIORENTINO. Un sit-in per dire no alla chiusura dell'ufficio postale di Castelnuovo d'Elsa. L'appuntamento è per giovedì 27 agosto alle 12 con ritrovo in piazza Santa Barbara. Al presidio saranno presenti il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, il presidente dell'Uncem, Oreste Giurlani, rappresentanti della giunta e del consiglio comunale di Castelfiorentino, rappresentanti delle associazioni del territorio e i cittadini. Poste, dopo il piano con la chiusura di 65 sportelli, è tornata alla carica con l’idea di cancellarne 59 in Toscana. Tra questi anche quello della frazione di Castelnuovo. Sono sei in tutto nella provincia di Firenze (Pomino, Marcialla, Romola, San Donato in Poggio, San Martino alla Palma oltre appunto Castelnuovo d'Elsa).

«Noi non ci stiamo - tuona il sindaco Falorni - alla chiusura dell'ufficio postale di Castelnuovo. Non ci stiamo perché si tratta di un servizio creato nel tempo con i soldi dei cittadini, e che non può essere trattato secondo una mera logica aziendalista. Non ci stiamo, perché significa privare una frazione geograficamente più "distante" delle altre di un punto di riferimento importante. Non ci stiamo, perché non è giusto nei confronti di Castelnuovo e dei suoi abitanti».

Falorni annuncia battaglia: «E perciò, oltre ad aver ricorso per la seconda volta al Tar, come molti altri Comuni interessati da questo provvedimento, organizzeremo una protesta giovedì davanti a quello sportello, come ci hanno chiesto tanti cittadini, per far arrivare forte la nostra voce i vertici di Poste, e chiedergli di ripensare alla decisione, con tutti i mezzi possibili. Chiedo a tutti i cittadini di Castelfiorentino di unirsi a questa protesta in sostegno della causa di Castelnuovo, e se possibile di essere presenti in quella occasione. Io, naturalmente, ci sarò». Nelle settimane scorse anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si era pronunciato contro la chiusura degli uffici postali minori. E poi aveva incontrato il governo. «Abbiamo concordato sulla necessità di riaprire il tavolo della trattativa tra Regione e Poste italiane e di trovare soluzioni positive e condivise sul piano di riorganizzazione». «Ci è stato assicurato l'impegno da parte del governo - aveva spiegato anche - per discutere con Poste italiane e far ripartire il confronto con Regione e Comuni. Lo stesso esecutivo, del resto, si era attivato per verificare l'impatto sociale del programma. Ho confermato al sottosegretario allo sviluppo economico Antonello Giacomelli che la riorganizzazione degli uffici postali non può avvenire a spese dei territori più marginali e disagiati. A questo rischio ci opporremo con tutte le nostre forze e facendo ricorso ad ogni legittima iniziativa politica e amministrativa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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