Il Tirreno

Empoli

Bagno del bar a pagamento contro i furbetti dei bisogni

di Andreas Quirici
Bagno del bar a pagamento contro i furbetti dei bisogni

Al Centrale l’uso del gabinetto costa cinquanta centesimi per chi non consuma Il titolare: «È un deterrente, ma il problema è reale». Empoli senza toilette pubbliche

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EMPOLI. «Uso bagno 50 centesimi. Eventualmente scontabili da una consumazione di alimenti e bevande». È il cartellino affisso da un mese alla macchina del caffè all’interno del Bar Centrale a Empoli. «Un deterrente contro i furbetti della toilette a scrocco», come dice il titolare, Giovanni Volteggiani. Un fatto, secondo Confesercenti, che a Empoli è inedito. E che, immancabilmente, fa discutere. «Anche perché richiama al problema della mancanza di bagni pubblici nelle città, argomento evidentemente tabù nel nostro Paese», sottolinea Lapo Cantini di Confesercenti. Il commerciante dice di non aver mai fatto pagare nessuno. «Al massimo, quando noto una persona che fa colazione da altre parti e poi usa ripetutamente il mio bagno senza consumare nulla - racconta lo stesso Volteggiani - gli faccio notare che potrebbe almeno prendere un caffè da me».

Un “grazie” vale di più. «Il problema è in molti, forse in troppi, entrano a testa bassa, magari approfittando della confusione alla cassa e vanno in bagno - dice ancora il barista - Poi lo lasciano sporco, intasato e, comunque, in bruttissime condizioni. Ho notato tante persone che aspettano, poi, il momento giusto per uscire pensando di non essere visti. Ma a volte basterebbe un grazie o una segnalazione di un problema alla toilette. Sarebbe un gesto gentile, molto più importante dei cinquanta centesimi per l’uso del bagno». Volteggiani racconta di aver affisso il cartello poco prima dell’ultima edizione della Notte Bianca: «Per esperienza so che quelle manifestazioni creano situazioni di quel tipo. E abbiamo deciso di far pagare. Ma, ovviamente, si tratta di un tentativo di far diminuire un fenomeno spiacevole. D’altra parte il bar del mio locale è ampio, pulito e, soprattutto, per usarlo non bisogna chiedere la chiave. So che con una scritta del genere si rischia di fare polemica e essere antipatici. Ma non è possibile che siano i locali a sopperire a una mancanza delle amministrazioni pubbliche in fatto di bagni utilizzabili da tutti».

Le differenze con l’estero. Già, forse il nodo sta proprio qui, come detto da Lapo Cantini: «All’estero ci sono bagni pubblici, magari a pagamento. Ma ci sono. Da noi questo tema porta sempre a polemiche. E credo sia arrivata l’ora di intervenire. Anche perché gli esercenti hanno ragione. E hanno il diritto di tutelarsi». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il suo collega, Franco Brogi, anche se «di solito il problema si verifica a Firenze, dove c’è un grande afflusso di turisti. Ma ognuno, ha il diritto di gestirsi come vuole».

Apriamo una discussione. Al Bar Centrale fanno sapere che il pagamento del bagno non si applica ad anziani, portatori di handicap e bambini. «Al di là di tutto - riprende il commerciante - serve una discussione su questo argomento, perché non è possibile che a Empoli non ci siano bagni pubblici. Ce n’è uno in piazza Matteotti, ma è stato chiuso dopo poco e non è stato più aperto. Ma ci si rende conto che il parco di Serravalle, che è grande dodici ettari, non ne ha neanche uno?».

Troppi atti vandalici. Dal Comune, fanno sapere che gli unici bagni pubblici aperti, solo però il giovedì mattina per il mercato settimanale, sono quelli dello stadio e del palazzetto. Quelli di piazza Matteotti e di Serravalle sono stati chiusi e non riaperti a causa degli atti vandalici e dei danneggiamenti, preferendo lasciarli così, invece che spendere soldi in continuazione per rimetterli in sesto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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