Il Tirreno

Empoli

In Vespa fino in Spagna, la vacanza slow di due amici

I due ragazzi in Spagna
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I due ragazzi in Spagna

Da Montelupo fino a Barcellona contro il "mordi e fuggi". E ora stanno progettando di andare negli Stati Uniti 

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MONTELUPO. Un viaggio a ritmo slow, in sella a due Vespe di 35 anni, dettato da una grande passione. Ma progettato anche per scoprire un modo diverso di assaporare la vacanza. Non, per intendersi, sullo stile “mordi e fuggi”. Quanto, piuttosto, in maniera tale da esaltare il dialogo e lo scambio con le persone dei luoghi che si vanno a visitare. Nelle città, nei paesi, nei bar o nelle strade lungo il tragitto. Un viaggio per annusare con tranquillità atmosfere e aria a velocità ridotte, senza superare mai i 70/80 chilometri orari.
Ecco con questo spirito sono partiti da Montelupo due amici: Andrea Dero, 24 anni, e Niccolò Moretti, un anno meno, di Capraia . E sono arrivati dopo tre giorni a Barcellona. Amici fin da quando erano bambini, hanno la passione della Vespa e sono tesserati del club dedicato alla “mitica Piaggio” di Empoli. «Volevamo provare a misurarci con quest’avventura - racconta Dero che fino a poco tempo fa era un odontotecnico e che ora si metterà a studiare per diventare un tatuatore - e siamo partiti. Ma inizialmente pensavamo di arrivare fino in Francia. Poi a forza di tappe abbiamo raggiunto la Spagna. E per noi è stata una grande soddisfazione».
In Italia hanno dovuto optare per strade secondarie perché le loro Vespe 125 non possono salire sulle superstrade.

«Ma in Francia e in Spagna abbiamo percorso anche strade tipo la Firenze-Pisa-Livorno perché da loro non conta la cilindrata ma la velocità. E noi riusciamo a mantenere gli 80 chilometri orari come richiesto dalle leggi di questi paesi». La fatica non è stata poca, i due amici sono rientrati martedì e ancora devono smaltire migliaia di chilometri che sono rimasti sulle loro schiene. Tra l’altro nel viaggio di andata hanno “beccato” un mezzo tifone vicino a Barcellona.

«La soddisfazione però è stata notevole - racconta ancora Andrea Dero - lungo il viaggio ci hanno salutato tante persone, ci hanno accolto sempre con sorrisi. Addirittura in un tratto di una superstrada c’era un ingorgo e una squadra del soccorso stradale ci ha scortato per non farci fare la coda».
L’entusiasmo è stato tale che Andrea e Nicolò progettano già la prossima avventura. «Stiamo pensando di acquistare una Vespa di cilindrata maggiore e magari il prossimo anno ci organizzeremo per raggiungere l’Olanda». Oppure, ma questo è davvero il sogno nel cassetto, di fare il “coast to coast” negli Stati Uniti.
 

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