Il Tirreno

Empoli

Boom di appalti e interinali nelle partecipate

di Marco Pagli
Boom di appalti e interinali nelle partecipate

Parte allarme del segretario della Cgil Rossi: «Si sforano i limiti imposti dalla legge»

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EMPOLI. Le quote di interinali che sforano le soglie imposte per legge, esternalizzazioni che aumentano i costi invece che abbatterli, riorganizzazioni gestionali che non garantirebbero posti e contratti, aumento delle tariffe. Le vene aperte delle società partecipate nel nostro territorio sono diverse.

Colpiscono in prima battuta chi ci lavora dentro, ma non risparmiano i cittadini che poi sarebbero i lori primi azionisti. Con una battuta il segretario della Camera del Lavoro di Empoli Rossano Rossi esprime il disagio: «I lavoratori delle partecipate sono stanchi di essere strizzati come limoni e poi gettati via». Il principale scoglio è rappresentato da appalti e subappalti interni.

Una pratica esplosa negli ultimi anni e che ha portato in molti casi a sforare le quote di lavoratori interinali previste. Solo per fare un esempio, nella società Le Soluzioni su 111 dipendenti solo 64 sono a tempo indeterminato, gli altri 47 sono a termine con evidente sforamento della soglia del 15%. Ma gli interinali sono tanti, troppi anche tra i quattrocento dipendenti di Publiambiente e i trecento di Acque Spa.

Il blocco delle assunzioni e i limiti di spesa imposti dal patto di stabilità non permettono di modificare gli impegni per il personale. Di qui la necessità di esternalizzare alcuni servizi in modo da far rientrare il costo del lavoro all’interno di un’altra voce. Ma in questo modo la spesa aumenta invece che diminuire. Senza contare che spesso i contratti non garantiscono la continuità lavorativa degli stessi operatori. E allora accade che dopo pochi mesi vengano rimpiazzati da altri. Ciò ha un effetto diretto sulla sicurezza sul lavoro.

«Quando sullo stesso segmento ci sono lavoratori che hanno datori diversi – spiegano dal sindacato della Cgil – la sicurezza diminuisce perché manca coordinamento. Non è un caso che i picchi di infortuni riguardino proprio lavoratori precari».

E poi, la qualità del lavoro? A sentire alcuni delegati, ormai si fanno contratti di una settimana con un lavoro che diventa troppo spesso a chiamata.

Gli appalti spesso vengono aggiudicati al massimo ribasso (l’asta per il servizio di pulizia della discarica di Montespertoli per esempio è stata affidata da Publiambiente ad una ditta esterna per un costo orario di appena 13,4 euro) e gli stipendi tabellari rischiano di non essere rispettati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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