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Pronti al faccia a faccia con la società azzurra

Pronti al faccia a faccia con la società azzurra

Il presidente della Toscana Atletica Marchetti rompe il silenzio dopo due giorni: «Per rifare una pista ex novo servono almeno sei milioni, i soldi di Corsi non bastano»

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EMPOLI. «Sono in qualsiasi momento a disposizione del presidente dell'Empoli per un incontro pubblico, al fine di confrontarsi serenamente sulle divergenze di vedute sulla gestione dello sport al Carlo Castellani». La Toscana Atletica Empoli rompe il silenzio e interviene sul caso-stadio.

Lo fa attraverso un comunicato stampa, firmato dal presidente Claudio Marchetti: «Dato che ultimamente l'associazione che rappresento è stata tirata in ballo giustamente per la questione riguardante il mantenimento o meno della pista d'atletica al Castellani, penso sia arrivato il momento di dire la nostra».

Il presidente pone una serie di interrogativi, non risparmiando stoccate a Corsi: «Perché l'Empoli calcio ha presentato il progetto pur sapendo che sono stati firmati contratti e convenzioni a livello nazionale con privati e con enti di promozione sportiva per il rifacimento della pista già da diverso tempo? Perché l'Empoli calcio ha presentato il progetto pur sapendo che il rifacimento della pista era già passato sia dalla giunta che dal consiglio comunale?».

La società azzurra ha spiegato, in occasione della presentazione del progetto, che sarebbe disposto a donare 500.000 euro per la costruzione di un nuovo impianto di atletica nella zona del polo scolastico: «Sembra che ci diano la luna. Per avviare un'opera simile servono tra i sei e gli otto milioni di euro. E il resto dei soldi chi ce li mette? Perché l'Empoli calcio ha presentato comunque il progetto pur sapendo, visto i motivi sopra citati, che la risposta del sindaco Brenda Barnini non poteva che essere quella che tutti abbiamo letto sui giornali? Forse - è la risposta che si dà Marchetti - per creare, attraverso l'opinione pubblica, problemi, difficoltà e incomprensioni verso l'amministrazione comunale. Siamo nel campo delle ipotesi, ma se esiste un altro motivo, ce lo spieghino pure, poiché attualmente non ne vediamo».

«Leggere su Il Tirreno che la risposta del sindaco potrebbe essere dettata da diatribe tra concorrenti della grande distribuzione mi ha fatto molto sorridere. Noi crediamo invece che la motivazione principale sia quella di voler rispettare la parola data con coloro i quali hanno sottoscritto un contratto per il rifacimento della pista».

Marchetti se la prende anche con l’atteggiamento di una parte degli sportivi: «Ho sentito con le mie orecchie che qualche pseudo-tifoso ha fatto questo genere di commenti: "la pista la dobbiamo togliere, quei quattro buzzoni possono andare a correre sull'argine". Persone del genere fanno veramente tenerezza. Molto probabilmente frequentano lo stadio solo un'ora e mezzo ogni quindici giorni».

E rivendica il ruolo della Toscana Atletica: «La nostra associazione vanta quattrocento atleti e duemila soci frequentatori che giornalmente o settimanalmente usufruiscono della pista. Siamo ormai da anni fra le prime società della regione e fra le prime quindici in Italia, con atleti vice campioni europei, pluricampioni italiani e moltissimi dei nostri hanno vestito e tuttora vestono la maglia azzurra. Questi, da aggiungere ai cosiddetti quattro buzzoni, che hanno comunque il diritto di allenarsi».

Per quanto riguarda gli investimenti o i soldi spesi allo stadio Castellani, «partendo dal presupposto che tra un'associazione senza scopo di lucro come la Toscana Atletica Empoli ed una Societa per azioni di calcio di serie A, il rapporto potrebbe essere 1 a 100: se noi prendiamo da uno sponsor 10.000 euro, un club di serie A ne può prendere 1.000.000. Se noi prendiamo dalla federazione 8.000 euro, dalla Lega Calcio arrivano 800.000 euro. Visto questo, i lavori da noi eseguiti all'interno della maratona, tra nuove strutture, attrezzature, ristrutturazioni, e quant'altro, che si aggira intorno a mezzo milione di euro, è - conclude il presidente Claudio Marchetti - una spesa considerevole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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