Gioco
Moria di pesci a Torre, nel canale Usciana solo scarichi
Fucecchio: la poca acqua rimasta non è buona e manca l’ossigeno, la situazione critica è stata segnalata più volte da Arpat
FUCECCHIO. Moria di pesci lungo il canale Usciana, all'altezza del ponte che porta verso Massarella e Torre: persici e pesci gatto, infatti, si ammassano nei pochi specchi dove un po' d'acqua è rimasta alla ricerca di un minimo di ossigeno. La siccità, l'inquinamento e il mancato funzionamento degli ossigenatori - segnalato nei giorni scorsi - stanno mettendo a rischio questi animali che - seppur principalmente di specie "aliene" - sembrano proprio annaspare, rifugiandosi dove l'acqua è un po' più alta.
Purtroppo la poca acqua rimasta è di tipo refluo, per cui non esattamente limpida e adatta a questi pesci. Si tratta dell'ennesimo segnale della situazione critica, circostanza oltretutto segnalata anche da Arpat a più riprese. Ci sarebbero gli ossigenatori - pagati 128.000 euro pochi anni fa - ma non sono funzionanti, oltre ad essere stati lasciati al degrado; i pesci in questione arrivano in Usciana con le piene invernali dell'Arno, quando il Padule si allaga.
I pesci che non ce la fanno vengono mangiati dagli aironi e da altri uccelli. Le acque non sono limpide, oltre ad essere sotto il limite di guardia: questo perchè in Usciana confluiscono anche le acque reflue che - seppur sotto i limiti di legge - in periodi di forte siccità fanno sentire il loro peso, mettendo in difficoltà le specie che vivono nel canale. Il discorso è abbastanza semplice: non piove da tempo con un caldo estremo e il canale ha perso molta della sua portata; in questo contesto si va ad aggiungere che la poca acqua che arriva è quella degli scarichi (autorizzati), andando ad incrementare la componente chimica dell'acqua e facendo diminuire l'ossigeno disciolto nel liquido. Per questo i pesci tendono a "boccheggiare", mettendo la testa fuori dall'acqua, anche se le loro branchie non funzionano come i polmoni. Una soluzione estrema, successiva a quella di accavallarsi dove c'è un minimo di acqua in più. Poi il resto lo fanno gli aironi e le leggi della natura. Ad essere colpite sono specie aliene, cioè non originarie di queste acque. Tinche e lucci, infatti, non si vedono quasi più.
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