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Nuovo stadio, per il sindaco va fatto a Viaccia - VOTA IL SONDAGGIO
Brenda Barnini offre l'alternativa al progetto dell'Empoli. Ma la città si arrabbia e la contesta
EMPOLI. L’Empoli ha presentato il suo progetto da oltre dieci milioni di euro per il nuovo stadio. Il sindaco l’ha bocciato, spiegando che «la priorità è che la pista di atletica resti al Castellani». E la città ha deciso da che parte stare: con la società azzurra. E l’ha detto nelle forme più svariate: nei discorsi al bar, sui social network, attraverso comunicati stampa, ma anche attraverso il sondaggio sul nostro sito internet (è ancora possibile votare su www.iltirreno.it/empoli). Qualcuno è andato anche un po’ sopra le righe, con uno striscione (affisso nella notte e poi rimosso nella zona della Coop di Santa Maria), con la scritta «Tifa Empoli, odia la Barnini», un messaggio censurabile per il contenuto, firmato “Efc 1920”.
Ma al di là dello slancio di qualche testa calda, il dato di fatto che l’amministratore delegato Francesco Ghelfi e la responsabile marketing Rebecca Corsi hanno centrato l’obiettivo, con una città intera che spinge per salire su quel treno che - come hanno spiegato i dirigenti azzurri - «probabilmente non passerà più». Un treno che porterebbe, insieme a uno stadio all’avanguardia (e a una nuova pista di atletica nella zona scolastica, finanziata anche dall’Empoli con mezzo milione), anche una buona dose di lavoro per le ditte della zona, oltre ad almeno un’ottantina di assunzioni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.11924798:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2015/08/12/news/l-empoli-presenta-il-nuovo-stadio-ma-il-comune-tentenna-1.11924798]]Un quadro che ha scatenato la reazione di una città dal cuore azzurro, che non ci sta a vedere svanire un sogno che (aspetto non secondario), sarebbe interamente finanziato dai privati. Una città che fa fatica ad accettare che la pista di atletica blocchi tutta l’operazione e, di conseguenza, è portata a cercare altrove le motivazioni reali, magari tra le pieghe di una guerra tra concorrenti della grande distribuzione, visto il coinvolgimento di Conad nel progetto.
Intanto la società di atletica - nonostante sia direttamente interessata dalla vicenda - tace; mentre la politica non resta a guardare: «In qualsiasi altra parte del mondo - scrivono i consiglieri comunali di “Ora si Cambia”, Alessandro Borgherini, Beatrice Cioni, Damasco Morelli - una proposta come quella dell’Empoli sarebbe stata oggetto almeno di una profonda riflessione da parte dell’amministrazione comunale. La freddezza glaciale con cui invece è stata accolta dal sindaco Barnini è la misura di quello che per Empoli potrebbe trasformarsi in un enorme errore strategico che non ci possiamo permettere: apriamo subito un confronto istituzionale».
Si parla di calcio, ma anche di lavoro. E la Cgil dice la sua, attraverso il segretario della Camera del lavoro, Rossano Rossi, tifosissimo azzurro: «Quella di Barnini è una presa di posizione miope, si sta buttando via un’opportunità. Questa società va soltanto applaudita e sarebbe un grave errore non supportarla in un progetto che porterebbe anche assunzioni e lavoro per le ditte della zona». E l’amministrazione comunale? Era già stata presa in contropiede dalla strategia scelta dall’Empoli Fc per lanciare il progetto. Ora incassa le critiche della città. E reagisce con una controproposta: «L’Empoli potrebbe costruirsi uno stadio tutto nuovo da un’altra parte». Il riferimento è all’area di Viaccia, espropriata nella seconda giunta Bugli e che ha già la sua destinazione a carattere sportivo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.11934306:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11934306:1652023542/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ma andiamo con ordine. L’uscita della società azzurra non è piaciuta per tempi e modi al sindaco «che ha visto - fanno sapere da via Del Papa - per la prima volta i rendering del nuovo stadio una ventina di giorni fa. Peraltro si può parlare di manifestazione di interesse, più che di progetto vero e proprio». Poi l’amministrazione puntualizza di «essere sempre stata disponibile al confronto», rimarcando che «però non si decidono le sorti di un quartiere come Serravalle in poche settimane e senza una serie di passaggi istituzionali». E c’è anche un altro aspetto: «Nell’area dell’attuale Castellani - tanto per fare un esempio - non è prevista una destinazione d’uso commerciale e per l’eventuale variazione è necessario il coinvolgimento del consiglio comunale». Ma accanto al solito ritornello «la pista deve rimanere lì, ma siamo disponibile al confronto», ecco spuntare un elemento di novità: «Se l’Empoli si costruisse uno stadio di proprietà da un’altra parte, il Comune sarebbe ben disponibile a collaborare per agevolare nel migliore dei modi il progetto».
Sottolineando anche tutti i vari disagi «sul piano della viabilità e dell’ordine pubblico che si verificano inevitabilmente in particolare in occasione delle sfide con le big. E che invece potrebbero essere eliminati con un impianto nuovo e pensato tenendo presenti tutte le esigenze». E il Castellani? Potrebbe essere utilizzato «per l’atletica e per tante altre iniziative», vista anche la cronica mancanza di spazi per lo sport. E potrebbe anche essere interessato da una serie di interventi per trasformarlo in un “contenitore di servizi”. Ma costruire uno stadio ex-novo non è certo come fare dei lavori - seppure di notevole portata - su quello esistente. Lo sforzo economico sarebbe decisamente superiore. E probabilmente il progetto non avrebbe lo stesso appeal per i partners: un conto è realizzare un supermercato Conad o uno store dell’elettronica nel cuore della città e un altro è farlo alla Viaccia, in piena campagna alla periferia della città, seppur a due passi dalla Fi-Pi-Li.
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