Sicurezza
A caccia di soldi sul web per la vecchia fontana
L’associazione Eta beta onlus lancia un crowfunding per San Martino L’obiettivo dei volontari è raggiungere quota novemila euro e fare il restauro
CASTELFIORENTINO. Da anni stanno lavorando per il restauro della fonte di San Martino. E ora è partita la raccolta fondi attraverso una piattaforma di crowfunding, una forma di finanziamento collettivo di progetti che si attua attraverso siti web. «Abbiamo presentato il nostro lavoro - spiegano i volontari dell’associazione Eta beta che segue il restauro - durante alcune visite notturne. E ora vogliamo raccogliere almeno 9.000 euro necessari all'acquisto degli elementi lapidei mancanti necessari per il suo restauro».
La piattaforma crowdfunding è Kiss Kiss Bank Bank. «Da ora - continuano i volontari - ci sono 60 giorni di tempo, Ogni euro è importante per dare le ali al progetto e renderlo realizzabile entro giugno 2016. Da 10 anni studiamo, restauriamo fontane e tabernacoli ed altri beni culturali e paesaggistici in Italia con la convinzione che sensibilizzare, coinvolgere e lavorare per la loro tutela porti alla conservazione del bello e del paesaggio in cui essi originariamente erano collocati. Perché non si debba dire mai "ormai è troppo tardi" perché si possa scrivere sempre un'altro felice capitolo di recupero del nostro patrimonio culturale. Intendiamo utilizzare la colletta interamente per il restauro, l'obiettivo è fissato a 9.000 euro».
Dal 2007 l'associazione Eta Beta onlus si è occupata della manutenzione del sito, ha predisposto un progetto di restauro conservativo ed ha dato inizio a lavori di restauro della fontana stessa e dell'area circostant. La fontana di San Martino fu voluta da Ferdinando III Lorena-Asburgo granduca di Toscana, e venne inaugurata nel 1817. Situata a sud di Castelfiorentino, fin dall'inizio fu una delle infrastrutture più importanti per i viaggiatori che provenivano o erano diretti a Roma. «Poco a nord di Castelfiorentino esisteva una fontana molto simile a questa (oggi perduta) posta a poche decine di metri da una stazione di posta per il cambio dei cavalli e l'alloggio dei viaggiatori - si spiega dall’associazione - La fontana in vecchio regime era un'opera pubblica di primaria importanza e come tale aveva una propria epigrafe in marmo che celebrava chi l'aveva voluta: “il granduca nella sua politica di impulso ai commerci e delle industrie del suo regno in piena epoca di Restaurazione”».
E continua l’associazione Eta beta: l'acqua della fontana, reputata come acqua leggera ed adattissima ad essere bevuta perché fresca e pulita, oltre ad essere l'unica fonte di acqua davvero potabile per l'intero castello e borgo di Castelfiorentino, veniva utilizzata per abbeverare tutti gli equipaggi ed animali da tiro in transito sulla via Romana.
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