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il commento

Il Comune boccia il nuovo stadio, vuoi vedere che è colpa di Conad?

Francesco Turchi

La motivazione di Brenda Barnini (priorità alla pista di atletica) sembra piuttosto fragile per bloccare un progetto da 10-11 milioni. E allora viene da pensare che lo stop sia dettato da altre questioni

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Il treno azzurro è carico di idee, milioni di euro (garantiti da privati) e posti di lavoro (almeno un’ottantina, che di questi tempi sono oro). Porta dritto a un nuovo stadio, costruito - magari da ditte del territorio - su misura per i tifosi. Senza stravolgimenti della viabilità o cementificazioni selvagge. Anzi, sarà alimentato da pannelli solari installati sulla copertura. Una piccola bomboniera (completamente coperta) da 17.500 posti, sulla scia (con le dovute proporzioni) dei più affascinanti stadi europei. Un simbolo per una società piccola ma già riconosciuta come modello per il vivaio e per l’organizzazione. E che ora vuole diventarlo anche per lo stadio, biglietto da visita per tutta la città. Un’idea ambiziosa che è stata trasformata in progetto grazie a una società di calcio con il supporto economico di grandi gruppi privati, che sfrutterebbero le aree commerciali ricavate nella “pancia” della struttura.

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La copertura economica c’è, così come il cronoprogramma e il coraggio. Che - per la verità - non manca neanche all’amministrazione comunale. Perché ce ne vuole una buona dose per bocciare senza mezzi termini un progetto del genere. Eppure proprio questa giunta si era insediata poco più di un anno fa assicurando un nuovo impulso alla città, nonostante la crisi economica e i vincoli alla spesa imposti dal patto di stabilità. Che stavolta non c’entra niente. L’investimento sarebbe completamente a carico dei privati, che come tali potrebbero affidare i lavori (e semmai su questo il Comune avrebbe la possibilità di mettere qualche paletto) alle aziende della zona, con il vantaggio di non dover fare salti nel buio come spesso avviene per gli enti pubblici obbligati a seguire la strada - spesso ricca di incognite - degli appalti. Un “no” che il sindaco Brenda Barnini motiva con la necessità di dover lasciare la pista di atletica all’interno dello stadio Castellani. E quindi poco importa - secondo il Comune - se l’Empoli garantisce mezzo milione di euro per fare una nuova pista nella zona del villaggio scolastico, in via Sanzio, oltre ad assicurare che alla società di atletica resterebbe comunque la gestione del bar dello stadio. Insomma, la motivazione sembra piuttosto fragile per bloccare un piano da 10-11 milioni di euro. Allora viene da pensare che lo stop sia dettato anche da altre questioni. E il pensiero va a uno dei due grandi partners dell’Empoli in questa avventura, Conad, che sarebbe pronto a realizzare un supermercato di oltre duemila metri quadrati sotto una delle due curve del nuovo Castellani. Il Consorzio nazionale dettaglianti - nonostanti vari tentativi - non è mai riuscito a mettere piede in città. Stavolta ha sperato nella “sponda” del calcio, ma il progetto sembra destinato a fallire, per “colpa” dell’atletica. O forse per motivi legati alla concorrenza. Magari si tratta soltanto di pura dietrologia. Che il sindaco - dimostrando di voler davvero... cambiare verso - potrebbe spazzare via, facendo salire Empoli sul treno azzurro.

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