Sicurezza
«Stangata Imu sugli immobili sfitti»
La ricetta di Confesercenti per il rilancio: «Nuove regole per rimediare ai danni delle liberalizzazioni»
EMPOLI. Risposte al problema del caro affitti. Risposte alla crisi del commercio. Confesercenti prova a darle. L’idea di creare un sistema di incentivi e disincentivi fiscali per riuscire a scardinare la gabbia delle locazioni del centro di Empoli la avanza il responsabile di zona, Lapo Cantini. «Abbiamo già accennato alcune nostre idee per il futuro all’amministrazione – dice – e a settembre torneremo a sederci ad un tavolo per trovare soluzioni. Pensiamo, ad esempio, a modulare la tassazione locale sulla base del fatto che un fondo sia sfitto o no. Non mi sembra giusto che questo discrimine esista sugli alloggi residenziali e non sui locali commerciali. Premiare con l’abbassamento della tariffa chi si impegna a dare in affitto il fondo, magari anche abbassando i prezzi, e alzare le aliquote per chi decide di tenerlo vuoto potrebbe essere un primo passo».
Ma la leva fiscale non è l’unica risposta alla mortalità delle attività nel centro. Un'altra ipotesi sul tavolo è l’estensione delle agevolazioni per chi investe in un esercizio commerciale per più di un periodo. «Insieme all’amministrazione – prosegue Cantini – penso che nell’ultimo anno abbiamo fatto un lavoro davvero importante per il centro. L’idea dei temporary store ha visto la partecipazione di molti soggetti, magari estendere le agevolazioni a 2-3 anni potrebbe riuscire a dare continuità alle attività».
Più di largo respiro sono le proposte del presidente dell’associazione di categoria, Enzo Nigi. «Il problema degli affitti – spiega – è legato a doppio filo ai margini di fatturato che hanno i negozi. Margini che si stanno sempre più assottigliando. Quindi, è giusto cercare di risolvere i problemi immediati, ma è necessario anche discutere di quali siano le soluzioni a lungo termine. Su questo è evidente che la deregulation adottata in materia di commercio negli ultimi anni non ha portato niente di buono». Nigi si scaglia contro le liberalizzazioni e la concorrenza definita sleale della grande distribuzione. «L’aver affidato alle leggi del mercato questo settore sta conducendo alla morte delle piccole e medie attività – continua – c’è bisogno di nuove regole che tutelino il patrimonio di esercizi che ancora esiste». (m.p.)
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