Il Tirreno

Empoli

Pronto soccorso in tilt per il caldo

di Chiara Capezzuoli
Pronto soccorso in tilt per il caldo

Il sistema telematico si guasta. E all’ospedale per tutte le operazioni sono tornati alla carta

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EMPOLI. Il caldo manda in tilt il server del pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli: dalle 20 del 6 agosto fino alle 10 di ieri mattina, le operazioni del triage così come quelle ambulatoriali per il pronto soccorso, sono state effettuate in maniera totalmente manuale e “cartacea” a causa dell’impossibilità nell’utilizzazione dei computer.

I disagi per gli utenti sono stati arginati: al San Giuseppe gli operatori in servizio hanno ripiegato sulla procedura alternativa di emergenza e, malgrado non avessero a disposizione il server e i computer per svolgere più velocemente le mansioni ed inviare in tempo reale le comunicazioni da un reparto all’altro, sono riusciti ad accogliere e curare i pazienti senza registrate intoppi o attese interminabili. «Non appena ci siamo accorti del problema abbiamo provveduto ad avvertire i pazienti in attesa in sala ed applicato immediatamente la procedura di emergenza che riguarda tutte le attività del pronto soccorso, dall’accoglienza alla diagnostica al laboratorio per gli esami - ha ricordato il dottor Rosario Spina, direttore dell’unità Emergenza Urgenza dell’Asl 11 - non si sono stati per fortuna particolari disagi nel normale svolgimento delle mansioni». Tra le 20 di giovedì 6 agosto e le 10 di ieri mattina quando il problema è stato risolto e il server è tornato in funzione, il pronto soccorso ha fatto registrare solamente 40 pazienti che sono stati avvertiti del possibile disagio per l’assenza dei computer e visitate come di consueto. Tra l’altro oltre al guasto è stato registrato in città anche un calo di tensione per l’eccessivo consumo di energia. «Non abbiamo riscontrato grossi disagi per l’inefficienza del server che ha smesso di funzionare per il troppo caldo - continua il dottor Spina - chiaramente le operazioni sono state effettuate in maniera meno veloce visto che ogni singola comunicazione è stata effettuata a mano». Tutte le operazioni, dal triage agli esami, sono state compilate a mano: la stessa cosa è accaduta per le comunicazioni, da una zona all’altra del pronto soccorso in merito allo smistamento nei vari poli di indagine di ogni singolo paziente in base alle necessità mediche. Anche la posta pneumatica (il mezzo di trasporto delle provette che funziona ad aria compressa), utilizzata in ogni situazione, anche durante questa emergenza, ha dovuto essere accompagnata da comunicazioni rilasciate dai medici verso il laboratorio di analisi vista la mancata presenza dei computer che in simultanea inviano le comunicazioni dovute sui vari pazienti. «È inevitabile riconoscere che il server sia estremamente funzionale - conviene Spina - anche solamente per cercare la cartella clinica del paziente, il nostro server ci dà un aiuto incredibile; ciò nonostante siamo riusciti a condurre le ordinarie operazioni di pronto soccorso senza disagi e particolari intoppi per i nostri utenti». Stando a quanto confermato dalla stessa Asl 11, il problema sarebbe stato quello del surriscaldamento anomalo del server a causa dell’eccessivo caldo, considerando anche il fatto che quella di giovedì 6 è stata stimata come la giornata in assoluto più calda.

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