Attenzione
Licenziati e poi riassunti con meno diritti
Dal tessile al commercio e ai servizi gli effetti del Jobs act: ecco le denunce settore per settore
EMPOLI. Jobs Act e riforma degli ammortizzatori sociali. Un mix che, secondo gli stessi funzionari Cgil, sta scardinando diritti ottenuti in decenni di lotte e che in alcuni casi rischia di mettere in ginocchio interi settori. E’ il caso del settore tessile del territorio. «La riduzione delle coperture degli ammortizzatori sociali sta provocando conseguenze pesantissime – spiega Silvia Mozzorecchi della Filctem – la mobilità che passa da tre a due anni avrà ripercussione sui 61 lavoratori dell’Allegri. Ma nel territorio ci sono un centinaio di piccole aziende che non sanno come arrivare alla fine dell’anno a causa del taglio della cassa in deroga (il migliaio di lavoratori nell’Empolese Valdelsa ancora attendono il pagamento degli ultimi mesi del 2014, ndc). Ma c’è anche chi sta sfruttando la situazione, a danno dei lavoratori. Ho seguito io 3-4 casi di aziende che hanno licenziato i suoi dipendenti assunti a tempo indeterminato con un’anzianità lavorativa anche di 20 anni. Poi li hanno riassunti a tempo determinato per 6 mesi, con la promessa di ripassarli a tempo indeterminato con il Jobs Act per avere gli sgravi e dover rispondere a minori imposizioni a livello di diritti». Il commercio offre altri spunti interessanti con pratiche al limite della regolarità. «Ho seguito 5-6 casi sul territorio di falsi franchising – racconta Donatella Galgani della Filcams – funziona così: si apre un franchising con un grande marchio per poi creare una nuova ditta e poter disporre degli incentivi per le attività sotto i 15 dipendenti. Per i lavoratori ciò significa perdere soldi, la possibilità di accedere a determinati ammortizzatori e quant’altro». Nel settore agroalimentare le nuove assunzioni, avvenute dopo l’entrata in vigore della riforma del lavoro, sono state una ventina. “Ma anche su questo la propaganda del governo vende fumo – si scaglia Francesco Baccanelli della Flai – si tratta di assunzioni che sarebbero state fatte comunque e legate a ristrutturazioni industriali. Tuttavia, a differenza di quello che sarebbe successo un anno fa, sono stati assunti con condizioni peggiori”. Una denuncia forte arriva anche dal comparto dei servizi. “In questi due anni andrà a gara il servizio di distribuzione del gas in tutti gli ambiti toscani – afferma Giuseppe Dentato della Filctem – e i problemi potrebbero essere seri per i lavoratori. A Prato, dove la gestione è passata a Toscana Energia, i 43 lavoratori della precedente azienda hanno varato un pacchetto di scioperi perché la partecipata fiorentina ha annunciato che li riassumerà attraverso il Jobs Act».
(m.p.)
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