Il Tirreno

Empoli

«Ma per i cittadini cambierebbe poco»

Dallo staff del commissario Paolo Morello: «Spetta alla Regione garantire i servizi sanitari»

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EMPOLI. La polemica politica tra sindaci è un conto, ma su piano tecnico-operativo per i cittadini che si confrontano con i servizi offerti dal sistema sanitario regionale non cambierà granché. Questo in sintesi il commento emerso dallo staff di Paolo Morello Marchese, commissario delle Asl di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia sull’intenzione del sindaco di Montopoli Valdarno di unirsi alla “macro Asl” costiera, invece che a quella fiorentina.

«Sul territorio ci sono i presidi sanitari - dicono dallo staff del commissario - che gestiscono le prestazioni per i cittadini. E questi servizi devono avere una qualità garantita da dalle Asl, quindi dalla Regione. E nella riorganizzazione questo principio non cambierà». Così come non cambierà il rapporto tra i cittadini e gli ospedali. «Se una persona chiama un’ambulanza e ha bisogno del pronto soccorso viene portato a quello più vicino - spiegano dall’entourage di Morello Marchese - E se un paziente deve farsi operare per una patologia particolare si rivolgerà alla struttura più idonea al suo problema. Questa situazione continuerà a essere la stessa, malgrado eventuali decisioni da parte di amministrazioni comunali di stare o meno in una Asl o in un’altra».

A livello politico, poi, la decisione di farsi inglobare da una Asl oppure da un’altra dovrà essere presa al momento della costituzione dell’Azienda sanitaria “allargata”. Quindi, il referendum ventilato dall’amministrazione comunale di Montopoli, al momento, non avrebbe granché senso secondo esponenti dello staff del commissario. E anche il timore che il Comprensorio del cuoio possa “perdere peso” in termini dei servizi ai cittadini all’interno della “macro Asl” che sta per nascere, se Montopoli Valdarno scegliesse quella del litorale è un’ipotesi alla quale è difficile dare una risposta. «Di sicuro c’è che il sistema sanitario regionale è tenuto a mantenere inalterati i servizi per i cittadini - riprendono da Firenze - e non ci saranno scompensi su questo fronte. Tra l’altro, esistono già molti esempi di territori lontani dal centro della loro Asl di riferimento che si rivolgono a ospedali di altre Aziende sanitarie. In questo caso si fanno convenzioni tra Asl per la gestione di questi casi specifici. E tutto viene coordinato senza troppi problemi».

Andreas Quirici

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