Finanza
Un pezzettino che risorge
Un orafo aprirà un bar sul tetto-camminamento del suo laboratorio
EMPOLI. Addio degrado, un pezzo di storia di Empoli tornerà a vivere. Tra fiori, tavolini, ombrelloni e aperitivi. Grazie all’iniziativa di un artigiano e alla disponibilità dell’amministrazione comunale. Che invece di continuare la guerra e darsi appuntamento in tribunale, si sono confrontati e hanno trovato una soluzione al problema, per poi gettare le basi per far rinascere un tratto delle vecchie mura castellane della città, al quale si accede da via Lavagnini, a due passi dal “giro”. I lavori partiranno a settembre con l’obiettivo di aprire il nuovo locale nei primi mesi del prossimo anno.
Il caso. È la primavera del 2013. Il laboratorio orafo “Piovanelli Alessandro e Alessio” subisce gravi danni a causa delle infiltrazioni d’acqua piovana. Perché il laboratorio è proprio sotto al camminamento che arriva al vecchio Torrione di Ponente “imprigionato” da decine di anni dentro a un’impalcatura che mostra anch’essa i segni del tempo, completamente avvolta dalla ruggine. Ma torniamo alle infiltrazioni di due anni fa. Il sistema di scolo non funziona. L’acqua entra all’interno del laboratorio (proprio sotto al camminamento) attraverso le pareti e causa gravi danni ai sofisticati macchinari di Piovanelli. Che - attraverso l’avvocato Gemma Giusti - si rivolge al tribunale di Firenze, con il giudice che nomina un consulente tecnico incaricato di fare una perizia.
Mano tesa. Ma il Comune di Empoli (divenuto proprietario esclusivo del bene nel 1994 in seguito alla cessione da parte della società Emporium Immobiliare) cerca di evitare una estenuante (e costosa) battaglia legale. E cerca la strada della conciliazione. Chiede all’artigiano una relazione dettagliata in merito alla tipologia dei danni subiti e dei costi dei lavori necessari per il ripristino. Piovanelli chiede quindicimila euro, oltre alle spese tecniche e legali. L’ente di via Giuseppe Del Papa - a suo volta - fa una controproposta, leggermente al ribasso: diciottomila euro ma comprensivi delle spese, per chiudere la vicenda. A patto che Piovanelli si occupasse anche della pulizia del lastrico, in modo da prevenire eventuali occlusioni dei canali di scolo. Viene firmato il patto, che chiude definitivamente la partita. Proprio in questi giorni l’architetto Marco Carletti (dirigente del Servizio manutenzione infrastrutture, traffico e verde pubblico), ha dato l’ok definitivo – dopo il via libera della giunta guidata dal sindaco Brenda Barnini – alla sottoscrizione dell’accordo transattivo per il risarcimento dei danni, «a definitiva risoluzione e tacitazione di ogni e qualsiasi pretesa concernente la controversia».
Il rilancio. Alessandro - a quel punto - fa un’ulteriore proposta all’amministrazione comunale: chiede l’ok per trasformare il camminamento dimenticato in un locale in grado di animare le serate empolesi, in particolare con gli aperitivi: «Ho trovato nell’assessore Antonio Ponzo Pellegrini – racconta Piovanelli – una grande disponibilità. E gli ho presentato il mio progetto, curato nei dettagli. Voglio che gli empolesi riscoprano questo angolo della loro storia, che sarà a disposizioni anche per le feste private».
L’idea. Al camminamento si accede soltanto da un cancello in via Spartaco Lavagnini, proprio accanto al laboratorio orafo. Si sale una scalinata e si arriva su una “terrazza”. Che però non potrà essere completamente sfruttata. Perché una parte è transennata, in modo da tenere alla larga i cittadini dal Torrione ingabbiato. Ma la location è comunque decisamente affascinante. E Alessandro ha le idee chiare: «Rivoluzionerò questo posto. L’ingresso sarà pieno di fiori, così come le scale. Ci saranno tavolini, sdraio, ombrelloni e un angolo bar. Sarà una novità per tantissimi empolesi che neanche conoscono questo splendido scorcio della città».
La soddisfazione. Il laboratorio orafo dell’artigiano originario di Firenze (dove vive) mostra ancora i segni delle infiltrazioni. Ma ora prevale l’entusiasmo per la nuova avventura: «Quella situazione - sottolinea Alessandro, pronto a gettarsi nella in questa sfida insieme al figlio Alessio - è andata avanti per anni, con grossi disagi per la mia attività a causa delle continue infiltrazioni. Ora finalmente chiudiamo la questione e apriamo un altro discorso, decisamente più affascinante grazie anche all’attenzione mostrata dall’assessore Antonio Ponzo Pellegrini, che tengo a ringraziare. Sto definendo il progetto, ormai mancano soltanto i dettagli: è questione di settimane. Vorrei iniziare i lavori a settembre per avviare l’attività nel giro di pochi mesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
