Il Tirreno

Empoli

Torrioni degradati o intrappolati da impalcature

di Paolo Santini
Torrioni degradati o intrappolati da impalcature

Un viaggio dolente tra i resti delle fortificazioni del centro: solo i tratti con le case appoggiate sono in migliori condizioni

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EMPOLI. Oggi è possibile ammirare vaste porzioni della cortina muraria dell'ultima cerchia passeggiando un po' in tutto il centro empolese, da porta Pisana a piazza 24 luglio a Largo della Resistenza, a via Salvagnoli. La cerchia muraria medicea si presentava come un quadrilatero irregolare nel quale si aprivano due grandi porte monumentali (Pisana a ovest, Fiorentina a est) e due piccole porte sui due lati meno importanti dal punto di vista della viabilità: quello settentrionale, che si affacciava sul ramo sud dell'Arno e quello meridionale, che guardava verso la via Salaiola. Su ciascuno dei quattro lati vennero progettati e realizzati sei grandi torrioni, dei quali due furono eretti sul lato occidentale e due su quello meridionale; un unico torrione venne eretto sugli altri due lati.

Di questi sei torrioni ne restano oggi quattro: due sul lato occidentale, uno su quello settentrionale, uno su quello meridionale; di essi è visibile al pubblico quello di Santa Brigida, posto presso il bastione angolare di sud-ovest (demolito ai primi del Novecento); da via Salvagnoli è visibile anche il torrione del lato nord, e da via Cavour quello dal lato sud. L'ultima volta che servirono le mura fu nel 1530, durante l'assedio. Poi l'oblio, le demolizioni e molto spesso il degrado. Il grande fossato, fu nel secolo XIX praticamente interrato. L'Ottocento fu anche il secolo delle brecce e degli sventramenti. Questi riguardarono soprattutto il lato orientale, che veniva quasi completamente abbattuto per motivi viari oltre che urbanistici. Alla metà del secolo tre delle quattro porte dell'ultima cerchia erano state abbattute con la sola eccezione di quella 'Pisana': porta d'Arno e porta Giudea furono demolite negli anni Venti, porta Fiorentina nel 1839. Furono contemporaneamente aperte le prime brecce in corrispondenza delle principali vie cittadine che non avevano sbocco diretto con l'esterno. Contemporaneamente, i permessi di costruire a ridosso della cinta dovevano creare quelle cortine abitative esterne che coprirono interi tratti, come nel caso di via Salvagnoli, anche se dall'alto possiamo apprezzare proprio nei tratti più nascosti per il visitatore interi tratti di cortina muraria perfettamente conservati. In via Salvagnoli ad esempio la fila interna di costruzioni andò a coprire i quattro quinti del lato settentrionale. Meno male! Dei quattro imponenti bastioni angolari, è arrivato integro fino a noi solo quello cosiddetto 'delle Monache' (nel cortile del convento della Santissima Annunziata); ma restano pure alcune strutture portanti del bastione nord-est, il cui disegno è ben distinguibile, nelle inquadrature dall'alto, in mezzo a costruzioni successive.

Oggi le condizioni delle mura sono piuttosto discutibili. Un emblema del degrado in cui versano è certamente la Porta Pisana, manufatto gravemente danneggiato dal passaggio della seconda guerra mondiale ed orrendamente ricostruito nel dopoguerra, ma anche il torrione dei Righi, prezioso elemento difensivo della cerchia trecentesca, appare in condizioni disperate. Pure il torrione gemello del torrione di Santa Brigida sul lato di ponente, è intrappolato da ponteggi ormai trentennali. Storia anch'essi! Da un esame attento però, potrebbe davvero nascere una grande sinergia pubblico privato per salvare a valorizzare al meglio il circuito murario elaborando un progetto complessivo, che coinvolga tutti i proprietari interessati. Le condizioni adesso ci sono.

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