Impermeabili in soffitta insieme alla bella vita “Made in Vinci”
Con la chiusura dello stabilimento Allegri di Vinci se ne va un mondo, un marchio sinonimo di eccellenza, una storia iniziata negli anni ’60 ed esportata in tutto il mondo. Se ne vanno in una...
Con la chiusura dello stabilimento Allegri di Vinci se ne va un mondo, un marchio sinonimo di eccellenza, una storia iniziata negli anni ’60 ed esportata in tutto il mondo. Se ne vanno in una soffitta, dorata ma pur sempre una soffitta. Tra le ragnatele del presente giaceranno le glorie del passato. Scartabellando tra gli scatoloni qualcuno ritroverà l’impermeabile del commissario Cattani, protagonista della serie tv “La Piovra”. Rileggerà su una lavagna sciupata i nomi scritti in punta di gesso dei tantissimi stilisti di grido che avevano prestato la loro penna per quel brand illustre: Armani, Viktor&Rolf, Martin Margiela. Forse qualcuno con un sorriso amaro ripescherà l’aneddoto di un certo Christopher Bailey che, prima di collaborare a Burberry, aveva fatto un colloquio con Allegri ed era stato scartato. I numeri, le fredde cifre incolonnate tra il dare e l’avere sono più forti della storia. Con quello stabilimento se ne vanno i sogni di una famiglia rimasta con le radici piantate nel territorio, ma che in nome di quest’ultimo aveva saputo farsi grande. L’ultimo tassello di questa grandezza era stato il corto “Rain On” di Vittorio Bongiorno (2013) : l’attrice Caterina Morariu incontra il pianista Stephen Ridley. Entrambi, sotto la pioggia, indossano l’impermeabile Allegri nel bianco e nero di piazza Masi a Vinci. Di quell’atmosfera è sparita la magia, rimane solo un buio fittissimo. (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google