Sicurezza
Spari dopo il maxi-furto alla Computer Gross di Empoli
Sei uomini incappucciati rubano merce per decine di migliaia di euro, arrivano le forze dell’ordine e scatta l’inseguimento
EMPOLI. Sei uomini incappucciati saccheggiano il magazzino in tre minuti. Arrivano le forze dell’ordine, scatta l’inseguimento. Partono dei colpi d’arma da fuoco, ma la banda riesce comunque a fuggire attraverso i campi. Con il bottino, che ammonta a svariate decine di migliaia di euro. Una notte da incubo per la Computer Gross, azienda del Gruppo Sesa che distribuisce prodotti e servizi di informatica e telecomunicazione. E per i residenti della zona, svegliati dagli spari.
La ricostruzione. Sono le 4.20 di mercoledì 29 luglio quando la banda entra in azione. Il piano è studiato nei minimi dettagli e, per come viene messo a segno, fa presumere che i malviventi conoscessero bene la zona. Arrivano con un camion, entrano nel parcheggio sterrato dell’azienda che si affaccia sui campi. E mettono in scena quello che al momento sembra essere il “colpo perfetto”. Per prima cosa posizionano delle lastre di ferro sopra il fossato che circonda il parcheggio, lastre utilizzate poi per fuggire e per evitare di rimanere impantanati. Poi con dei pancali e dei tronchi di legno trovati nei campi vicini bloccano l’accesso di via del Pino. Una volta “sistemate” le vie di fuga e posizionate le “trappole” passano all’azione. “Armati” di borsone si dirigono verso il magazzino dell’azienda. A quel punto con un piede di porco e probabilmente utilizzando anche un palo di ferro forzano la porta di accesso distruggendo completamente la serratura. Suona l’allarme, ma non basta a dissuaderli. Si muovono con velocità e destrezza: in poco più di tre minuti - come dimostrano le immagini riprese dal circuito di videosorveglianza dell’azienda - completano l’opera. Iniziano a caricare la merce sul camion: a cominciare dai computer, oltre a tutta la componentistica informatica distribuita dalla Computer Gross, azienda leader del settore, che conta oltre 400 dipendenti.
Il caos. Una volta caricata la refurtiva, danno inizio alla fuga. Proprio in quel momento però arrivano sul posto carabinieri e polizia. Ma quando provano ad entrare in via del Pino si trovano di fronte una montagna di pancali e tronchi di legno che bloccano la carreggiata. I ladri riescono così a guadagnare tempo, e grazie alle lastre piazzate precedentemente attraversano con facilità il fossato. Le pattuglie proseguono l’inseguimento a piedi. Qualcuno spara, probabilmente in aria. Almeno sei o sette colpi d’arma da fuoco secondo quanto riferito dai residenti che si sono ritrovati in mezzo a una scena che fino alla notte scorsa avevano visto soltanto nei film. I banditi riescono comunque a darsi alla fuga passando per i campi, attraversando un’altra via sterrata, via del Giardino, per tornare poi sulla strada asfaltata. Scattano i controlli nella zona, ma - almeno per il momento - nessuna traccia dei malviventi.
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Le indagini. Sull’episodio indaga la polizia del commissariato di Empoli, che ieri mattina è tornata in via della Piovola, ha acquisito le immagini riprese dalle telecamere ed effettuato una serie di rilievi, soffermandosi in particolare sulle tracce lasciate dalla banda: i pancali, le lastre, ma anche gli arnesi da scasso. È c’è anche un altro aspetto che gli inquirenti vogliono approfondire. La Computer Gross era già stata “visitata” in piena notte due settimane fa. In quell’occasione però il colpo era andato in fumo: non è escluso che chi ha fallito in quell’occasione sia tornato alla carica, questa volta molto più organizzato e documentato su come potersi muoversi indisturbato.
La conta. Nel frattempo gli addetti dell’azienda guidata dalla famiglia Castellacci sono stati impegnati per tutta la giornata nell’inventario per quantificare l’entità del bottino: da mettere in conto, oltre all’enorme quantitativa di merce rubata, anche quella distrutta o danneggiata dai ladri durante il blitz, con interi pancali caduti rovinosamente per terra.
I testimoni. «Stavamo dormendo tranquillamente, poi all'improvviso abbiamo sentito una serie di spari nel cuore della notte. E' stato terribile». Una nottata che i residenti di via del Pino a Villanuova non dimenticheranno facilmente. Villette tranquille, immerse nella campagna, che si trovano a due passi dallo stabilimento Computer Gross preso di mira dai ladri.
Una tranquilla notte d’estate si è trasformata in un incubo. «Ho sentito dei rumori come se qualcuno stesse spostando la legna – racconta Fabio Ciulli uno dei residenti – e il cane ha iniziato a ringhiare vicino alla porta di casa, ma sinceramente non mi sono allarmato più di tanto. Poi abbiamo sentito dei colpi di pistola in rapida successione uno dopo l’altro. A quel punto abbiamo provato a capire cosa succedeva ma non siamo riusciti a vedere niente».
Paura e disorientamento anche qualche metro più avanti. «Ho sentito come il rumore di un auto – racconta la signora Rossella Mannini – poi almeno sei spari in rapida successione e poi uno finale. Ho provato ad affacciarmi alla finestra di casa e ho sentito il rumore di un mezzo che probabilmente si stava allontanando a fari spenti perché non vedevo nessuna luce e poi delle voci di persone affaticate, molto concitate come se stessero correndo ma non sono riuscita a capire bene che cosa stessero facendo».
«Mi sono spaventata molto e ho subito telefonato a mio marito che in quel momento si trovava fuori. Non sono più riuscita ad addormentarmi».
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