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Libri di testo troppo cari una classe su cinque sfora il tetto

Libri di testo troppo cari una classe su cinque sfora il tetto

In alcuni istituti comincia a farsi strada l’idea sperimentale dei book anche in formato digitale Al Checchi di Fucecchio c’è un indirizzo che rispetta i limiti che sono imposti dal Ministero

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EMPOLI. Una su cinque delle settanta nuove prime superiori del circondario sfora i tetti imposti dal ministero dell’Istruzione. Spulciando le liste dei libri di testo da acquistare per il prossimo anno scolastico, emerge che oltre 15 di queste superano i limiti. Ma c’è da considerare anche che, con il taglio del 10% ai tetti per le liste con dotazione mista (cioè cartaceo e digitale), il numero di sforamenti sale in maniera vertiginosa.

Come ogni anno, dunque, il problema si ripropone in maniera allarmante. Un copione ormai consueto nell’estate delle nuove matricole, soprattutto in virtù della totale assenza di sanzioni previste dal Miur per i consigli che non rispettano le prescrizioni previste dalle note ministeriali. In linea di massima, in quasi tutti gli istituti ci sono liste che superano i limiti. Anche se non mancano le eccezioni, come ad esempio l’Enriques di Castelfiorentino (dove in nessuna prima dei cinque indirizzi vengono sforati i tetti) o il Ferraris Brunelleschi. Qui, c’è da dire che lo scorso anno venne introdotta per il Geometri una sperimentazione (“Book in progress”) che prevede la fornitura dei testi anche in formato digitale e pdf con un risparmio consistente. Tanto che la spesa per le matricole dell’Itg è la più bassa di tutte, di poco superiore ai 120 euro. Segno evidente che l’innovazione spesso permette di porre una maggiore attenzione anche al portafoglio. Nell'ultima nota che fornisce le prescrizioni per le adozioni del prossimo anno scolastico vengono confermati i tagli ai tetti in presenza di dotazione mista o di dotazione interamente digitale (una fattispecie che pero non si registra nelle prime della zona): in particolare si tratta, come accennato, del 10% nel primo caso e addirittura del 30% nel secondo. La base di riferimento rimane la tabella adottata per l’anno scolastico 2012/2013. Nessuna sanzione esplicita, insomma. Anche se l’onere della vigilanza sarebbe attribuito direttamente ai dirigenti scolastici. “Si ricorda ai dirigenti scolastici – si legge nella nota del Miur 3690 del 29 aprile scorso – di esercitare la necessaria vigilanza affinché le adozioni dei libri di testo di tutte le discipline siano deliberate nel rispetto dei vincoli di legge, assicurando in ogni caso che le scelte siano espressione della libertà di insegnamento e dell’autonomia professionale dei docenti”. Peraltro, la spesa per i libri di testo conteggiata nelle tabelle viene proposta al netto dei volumi consigliati. Tuttavia, in molti casi questi ultimi sono necessari allo svolgimento delle lezioni. E i prezzi di copertina non sono certo leggeri. Si tratta ad esempio dei dizionari di latino e greco per i licei. O ancora i testi di grammatica per gli istituti con indirizzo di lingua. Ma entriamo nel dettaglio, segnalando solo gli sforamenti al netto del taglio del 10% per la dotazione mista. Al Virgilio superano i limiti al liceo classico (che poi è l’istituto con il tetto più alto con 335 euro), seppure di pochi centesimi. In due indirizzi del linguistico si sfiorano i limiti, mentre all’artistico la spesa è sotto la soglia.

Al Pontormo la situazione è sotto controllo nelle cinque prime del liceo delle scienze umane, mentre allo scientifico si assiste ad un solo sforamento (nella 1° G per poco meno di 10 euro) e ad una classe al limite (1° H) sulle 8 prime. Al Fermi superano i tetti tre classi prime dell’Itc con soglie differenti: ben 34 euro in più nella 1° C, 23 euro nella 1° D e solo 3 euro nella 1° E. Mentre per quanto riguarda il professionale Da Vinci, la lista della 1° A sfora il tetto di poco, mentre quella della 1° T di quasi 20 euro. Al Checchi di Fucecchio c’è un solo indirizzo che non rispetta i limiti ministeriali: nelle prime del liceo scientifico la spesa fissata in un massimo di 320 euro sarà, infatti, superiore anche se di pochi euro. “Salve”, invece, le matricole degli altri indirizzi, linguistico, professionale e tecnico industriale. Passando alle paritarie, all’istituto Calasanzio la spesa è superiore nella prima liceo scientifico scienze applicate (oltre 20 euro dei 304 previsti). Mentre sforamento record per il linguistico SS.Annunziata: 410 euro a fronte dei 335 euro previsti.

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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