Sicurezza
Famiglia sfrattata, il Comune la “divide”
Mamma e figli in una casa d’emergenza, il padre in un dormitorio: è polemica
FUCECCHIO. Una famiglia fucecchiese - sotto sfratto esecutivo - lancia l'sos, chiedendo di aver un alloggio, anche di fortuna. Il nucleo, composto da padre, madre e due minori, è sotto sfratto dal maggio scorso, perché il padre ha perso il lavoro e non può più pagare l'affitto; la madre casalinga, invece, ha provato con alcuni lavoretti saltuari ma che non permettono di sbarcare il lunario. Alla famiglia - come soluzione abitativa - è stato proposto un alloggio d'emergenza per la madre e i due figli, col padre che dovrebbe recarsi in un dormitorio. Una soluzione che la famiglia rifiuta, perché non vuole dividersi. Per questo il padre lancia un appello, sotto forma di una lettera inviata alle istituzioni: «Quello che chiedo è di avere l'accesso a una delle case di proprietà del Comune lasciate al degrado per mancanza di fondi e farmi carico io di rimetterla in sesto a mie spese: questo con un contratto d'affitto adeguato e concordato vista la mia situazione economica. La mia unica "colpa" è aver perso il lavoro nel 2012 per colpa della crisi». Per ora c'è stata la proroga da parte dell'ufficiale giudiziario fino al 15 settembre: l'uomo nei mesi scorsi è stato inserito in un progetto formativo come tirocinante per circa 500 euro mensili, terminato a settembre 2014. Ma sarà difficile che l'uomo venga accontentato, come spiega l'assessore Sandro Buggiani: «Il Comune non può dare un immobile dismesso ad un cittadino per farglielo sistemare a sue spese. In questi casi la politica dell'Unione dei Comuni - che gestisce le emergenze abitative - è quella del "Cohousing", cioè di far vivere più famiglie nello stesso spazio. Sono situazioni d'emergenza e la legge ci impone di tutelare in primis donne e figli minori. La famiglia potrà far domanda per la casa popolare quando uscirà il bando». La vicenda è stata evidenziata anche in consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia Simone Testai: «E' inaccettabile prospettare la divisione di un nucleo familiare con madre e due minori nell'alloggio comune e il padre nel dormitorio». Su alcuni gruppi Facebook locali, infine, sta per scattare una raccolta fondi per la famiglia, anche se il padre chiede un lavoro piuttosto che denaro.
Marco Sabia
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