Lutto
Publiservizi, utile da record ma si va verso il riassetto
Con l’ultimo bilancio registrato il miglior risultato degli ultimi sette anni Snellimento delle partecipazioni in società considerate non strategiche
EMPOLI. Publiservizi con l’ultimo bilancio ha fatto registrare il miglior risultato degli ultimi sette anni. Oltre un milione e mezzo di euro l’utile di esercizio, quattro milioni e mezzo di euro gli accantonamenti del fondo rischi, che ha portato la struttura del fondo a quota 17 milioni e 600mila euro, e un patrimonio netto che supera i 63 milioni e mezzo di euro. Inoltre, il bilancio 2014 ha sancito un ulteriore snellimento delle partecipazioni in società considerate non strategiche. «Siamo molto soddisfatti – spiega il presidente, Lorenzo Stanghellini – i numeri sono decisamente positivi. Questo è il punto di arrivo di un lavoro di razionalizzazione e di chiarificazione delle voci di bilancio. Adesso gli azionisti possono discutere sul futuro della società e adottare le scelte gestionali che ritengono più opportune».
Publiservizi, infatti, va verso una scissione tra il territorio di Pistoia e quello dell’Empolese Valdelsa. Un divorzio definito “consensuale”, voluto fortemente dal sindaco di Pistoia nell’ottica di una razionalizzazione delle partecipazioni in modo da bypassare la holding di servizi e rientrare direttamente in possesso delle quote in società ritenute fondamentali. «I soci hanno dato mandato ad una società esterna (la Deloitte e Touche, ndr) di verificare tutti i possibili scenari in vista di un futuro riassetto – commenta l’amministratore delegato, Filippo Sani – il nostro mandato era quello di presentare un bilancio dettagliato e positivo e lo abbiamo fatto. Abbiamo raggiunto un risultato ottimo, operato una spending review da oltre 270mila euro e approvato un atto di indirizzo che rende più efficace ed economica la gestione del personale, introducendo un principio di mobilità tra i dipendenti delle varie società del gruppo”.
Società che, come dicevamo, sono state ridotte. Nel 2014, infatti, sono state dismesse le partecipazioni in due società: Publicogen Toscana e Ti Forma. Inoltre è stata avviata l’uscita dal settore dei servizi di telecomunicazioni forniti ai privati attraverso altre due società (Publicom e Agescom, entrambe detenute al 100% ed entrambe in liquidazione), mediante l’affitto e l’obbligo di acquisto da parte di Elsynet Srl, che si occupa di telefonia terrestre e connessioni a banda larga. Nell’anno in corso, poi, dovrebbero avvenire altre due dismissioni. Per quanto riguarda Publicogen (anch’essa detenuta al 100%), nel mese di giugno è stato raggiunto l’accordo per la cessione dell’impianto di Vinci e quindi entro l’esercizio 2015 la società sarà chiusa. Mentre per Bulicata è stato stretto un accordo che prevede l’acquisto del 60% delle quote detenute da Publiservizi del partner privato.
Marco Pagli
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