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Chiesta la mobilità alla Orizzonti, salta l’accordo con i sindacati
A Empoli la procedura era stata aperta per un drastico calo del lavoro nel settore della manutenzione del verde. Cgil e Cisl: «Non abbiamo trovato punti di convergenza». Ora la coop avrà 4 mesi per decidere cosa fare
EMPOLI. E’ saltato l’accordo tra cooperativa Orizzonti e sindacati sulla richiesta di mobilità per 14 dipendenti. La procedura era stata aperta il 7 aprile scorso con la motivazione di un drastico calo del lavoro nel settore della manutenzione del verde. In questi due mesi di incontro tra Rsa aziendali e sigle sindacali – Fp Cgil e Fisascat Cisl – con i vertici della cooperativa, però, non è stato trovato un punto di convergenza. «Fin dall’apertura della procedura – spiega in un comunicato Beatrice Ciofi della Cgil – abbiamo intrapreso una trattativa con la cooperativa al fine di ridimensionare il numero di esuberi. Il 9 giugno scorso, dopo vari incontri, sono emerse alcune perplessità nell’organizzazione del lavoro, sia sull’utilizzo delle ferie, sia sullo svolgimento delle ore di straordinario. A fronte di ciò abbiamo chiesto un piano aziendale ed un prospetto aggiornato di tutto il personale della cooperativa (93 lavoratori, ndc), che però ci è stato presentato tardi e con dati parziali».
La procedura di mobilità, quindi, è passata alla fase amministrativa in sede di Città metropolitana, concludendosi il 16 luglio scorso con il mancato accordo. Adesso la cooperativa avrà 120 giorni di tempo per decidere il da farsi. Per bocca della stessa direzione l’intenzione è quella di riuscire a ridurre il più possibile il numero degli esuberi. Il primo appuntamento sarà il consiglio di amministrazione che si terrà nei prossimi giorni e nel quale si dovrebbero sciogliere i primi nodi.
La mobilità riguarda esclusivamente lavoratori addetti al settore della manutenzione del verde. Un settore, questo, che ha subito dei contraccolpi enormi dalla decisione della scorsa amministrazione comunale di Empoli di affidare il servizio con un bando aperto anche alle imprese private. La cooperativa Orizzonti (che opera anche nel servizio di raccolta porta a porta), insieme alla cooperativa Mimosa, è stata l’assegnataria della manutenzione di giardini e parchi pubblici empolesi fino al dicembre del 2012, garantendo una occupazione a molti soggetti svantaggiati. Tuttavia dall’inizio dell’anno successivo subentrò una impresa privata, la Albiati di Orbetello, che si aggiudicò il bando con un ribasso di circa 130mila su una base di 700mila euro. Già allora i sindacati si scagliarono contro le scelte dell’amministrazione e in particolare contro il fatto che nella gara non fu inserito il cosiddetto articolo 37, ovvero quello che garantisce il passaggio dei lavoratori dall’azienda che lascia il servizio a quella che vince.
Sia la Orizzonti che la Mimosa dovettero mettere mano al personale non rinnovando alcuni contratti a termine e introducendo la cassa integrazione a rotazione. La mobilità per 14 dipendenti è l’ultimo doloroso atto di questa vicenda. «Sappiamo che le difficoltà attuali sono oggettivamente ascrivibili ad una crisi che ha colpito tutto il settore – continua Ciofi – spiegabile in buona parte con i tagli e la riduzione delle risorse subiti dai Comuni e a cascata dagli enti appaltatori. Quindi è chiaro che la salvaguardia del settore e degli addetti deve passare anche attraverso una lotta contro gli appalti al massimo ribasso, che ormai hanno preso campo anche nei Comuni del circondario». Tuttavia, pur in questo contesto, le sigle sindacali rimarcano le distanze con la cooperativa. «Potevano e dovevano essere adottate azioni e soluzioni diverse, come una più equa redistribuzione in tutti i settori dell’orario di lavoro oppure una corretta gestione delle ferie del personale. Ma queste e altre soluzioni da noi proposte non sono state accolte perché si è preferito far saltare la trattativa con il palese obiettivo di avere “carta bianca” nella gestione degli esuberi. Lo riteniamo un fatto gravissimo».
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