Finanza
Caos sulla gara per il taglio dell’erba
Ritardi nell’affidamento, l’amministrazione comunale va avanti con incarichi provvisori
EMPOLI. Il taglio dell’erba nelle aree a verde comunali è in ritardo e l’amministrazione è costretta a correre ai ripari con un’aggiudicazione straordinaria del servizio. La gara per il servizio di sfalcio nel periodo tra il primo maggio di quest’anno e la fine di aprile del 2016 ancora non è giunta all’aggiudicazione definitiva, nonostante già da due mesi si sia provveduto a quella provvisoria. Così, dopo la proroga affidata alla ditta precedentemente incaricata del servizio – la Albiati di Orbetello - per i mesi di maggio e giugno con una spesa di 125mila euro, adesso arriva un’altra manovra straordinaria da quasi 46mila euro per coprire un servizio necessario, specie in un periodo come quello estivo. Quanto lo sia lo testimoniano le varie segnalazioni dei residenti arrivate in questi giorni sullo stato di degrado in cui versano giardini e parchi cittadini nel momento di massima affluenza di bambini e famiglie.
La stessa amministrazione, nella determinazione straordinaria, ammette che «l’interruzione del servizio comporterebbe disagi alla collettività e problemi igienico sanitari in dipendenza del mancato sfalcio dei prati nei giardini della città». La ditta a cui è stato concesso il servizio tramite affidamento diretto è la Limeaf di San Marcello Pistoiese che di qui alla metà di agosto dovrà provvedere ad effettuare lo sfalcio dell’erba delle aree a verde urbane per una superficie complessiva di 300mila metri quadrati. Per coprire i tre mesi rimasti scoperti dal mancato affidamento definitivo sono già stati spesi più di 170mila euro. La procedura di gara, per un importo di base da 680mila euro più 15mila per oneri di sicurezza, fu aperta a metà dicembre dello scorso anno e la presentazione delle domande rimase aperta fino alla fine di marzo del 2015. Le operazioni terminarono l’11 maggio scorso con l’individuazione della società Lago di Vico Società Cooperativa Agricola di Ronciglione, in provincia di Viterbo, che aveva fatto un offerta di 360mila euro. Tuttavia, “l’offerta economica presentata è stata ritenuta anomala e pertanto è stato necessario procedere alla richiesta di giustificazioni”. Queste ultime sono state presentate all’inizio di giugno scorso e si è proceduto all’aggiudicazione provvisoria, in modo da procedere alla “richiesta dei documenti comprovanti la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dalla ditta aggiudicataria”. I documenti, però, sono ancora in fase di verifica e allora è stato deciso di procedere ad un nuovo affidamento straordinario. (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google