Attenzione
Appalti, assolti i vertici di Publiambiente
Erano imputati di irregolarità negli affidamenti alla cooperativa sociale Mimosa
EMPOLI. Il tribunale di Firenze ha assolto il presidente di Publiambiente Paolo Regini perché “il l fatto non sussiste” nel processo che lo vedeva imputato per abuso di ufficio nell’ambito di affidamenti alla cooperativa sociale Mimosa. Assoluzione anche per l’ex dirigente dell’azienda Franco Mori, ora vicesindaco di Empoli; Pierluigi Bimbi, vicepresidente e amministratore delegato di Publiambiente dal 2008 al 2011; i dirigenti Alessio Arrighi e Laura Peruzzi. E infine assolta Benedetta Secchi, amministratore della cooperativa. Ai dirigenti di Publiambiente erano state contestate irregolarità nell’affidamento di appalti alla onlus Mimosa che ha sede a Empoli. Secondo il pubblico ministero alla coop sarebbero stati dati più appalti senza alcuna gara, con il metodo del frazionamento dal 2008 al 2012. Ieri mattina la sentenza di assoluzione.
Così il presidente Regini: «Non posso che essere soddisfatto per l’esito di questo processo che riconosce la totale correttezza del nostro operato. Le scelte che abbiamo compiuto non sono mai state mosse da ragioni diverse da quelle della solidarietà sociale: abbiamo sempre operato esclusivamente nel rispetto della legge e nell’interesse di soggetti ‘con possibilità diversa’ per dar loro dignità, speranza e futuro».
Anche il vicesindaco del Comune di Empoli Franco Mori commenta la sentenza: «Avevo espresso qualche settimana fa massima fiducia nella giustizia e grande serenità per quelli che sarebbero stati gli esiti di questo processo. Di fronte a questa assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste, non sono dunque sorpreso. La ritengo un passaggio a questo punto doveroso di questa vicenda, una tappa che fa massima chiarezza su una questione su cui all’epoca ebbi, insieme ai miei colleghi, il coraggio e la coerenza di puntare con forte convinzione. E’ chiaro che dopo essere stato rinviato a giudizio i sentimenti che emergono sono quelli di soddisfazione e orgoglio. La soddisfazione professionale di aver ben lavorato: studiando, interpretando e applicando correttamente una legge complessa. Orgoglio per averlo fatto con coraggio, contribuendo almeno in parte affinché ragazzi e ragazze meravigliosi uscissero dalle chiuse stanze per andare in strada a lavorare e ricevere a fine mese una giusta busta paga. La soddisfazione è conseguente al giudizio. L’orgoglio c’era, c’è e ci sarebbe stato a prescindere».
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