Il Tirreno

Empoli

Soldi bloccati in Regione oltre 400 famiglie in attesa

di Marco Sabia

Il Comune di Cerreto Guidi sta aspettando 600.000 euro di bonus sociale Intanto la primaria è destinata a restare a lungo nel prefabbricato

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CERRETO GUIDI. Centocinquanta persone in piazza Guido Rossa per discutere di un argomento complicato: il consiglio comunale aperto a Stabbia dedicato al tornado del 19 settembre - e arrivato a quasi dieci metri di distanza - è stato decisamente partecipato. Tanti i temi toccati: dal bonus sociale, alla scuola Santi Saccenti, ai danni all’agricoltura fino al destino della cappellina sul Vincio.

Attendendo il bonus sociale. Nel suo lungo report che ha preceduto la discussione il sindaco Simona Rossetti ha ripercorso le tappe di quei giorni, soffermandosi su alcune priorità. Eccone una: «Il 40% del bonus sociale (600.000 euro, ndr) che la Regione ha stanziato per 415 famiglie non è ancora giunto nelle nostre casse: appena lo sarà, verrà versato a chi ne ha diritto. L'iter è in fase di completamento ma non dipende da noi». Su questo Maurizio Bruni del Centrodestra per Cerreto si è dimostrato molto scettico, accusando la giunta di «non aver fatto niente - se non passerelle - e di essersi riparata dietro la scusa del tornado». Una cittadina - invece - ha chiesto controlli su chi ha ottenuto il bonus: «Io non ho ottenuto quei soldi – sottolinea Alberta Colucci – perché il mio Isee supera i 36.000 euro. Non mi sento ricca, però spero che si vigili su chi ha beneficiato della somma della Regione».

Si rimane nel prefabbricato. Anche sulla scuola primaria del capoluogo c'è stato modo di discutere: è intervenuta Susanna Rovai per sapere cosa ne sarà della Santi Saccenti, per ora parzialmente inagibile. Ecco le sue parole: «I bambini non stanno benissimo in quel prefabbricato, per quanto si ha intenzione di tenerli là dentro?». E il sindaco ha così risposto: «Non mi prendo la responsabilità di mandare i bambini alla Santi Saccenti, a maggior ragione dopo quanto successo. Per questo renderemo più confortevole sia il prefabbricato che l'area esterna. Per quanto rimarranno lì? Non so predire il futuro ma mi auguro il meno possibile. Nel frattempo abbiamo presentato un progetto per un nuovo plesso scolastico e contiamo di ottenere il finanziamento dalla Regione».

Calamità naturale? No grazie. A Stabbia e Lazzeretto c'è una categoria che forse è stata la più trascurata di tutte: quella degli agricoltori, che non hanno ottenuto il riconoscimento di calamità naturale (dal ministero delle politiche agricole) e che di conseguenza stanno facendo fatica a ripartire. A spiegarlo c'è uno di loro, Ivano Cagiotti: «Per ripartire ho dovuto chiedere soldi ad amici, parenti e conoscenti mentre dalle istituzioni silenzio assoluto. Io non mi butto giù ma il trattamento ricevuto mi ha fatto schifo». La risposta stavolta è arrivata dall'assessore all'agricoltura Paolo Feri: «Come Comune non abbiamo voce in capitolo, però da inizio luglio una legge statale fornisce contributi straordinari per le aziende agricole non coperte da polizze assicurative, qualora la Regione dichiari l'eccezionalità degli eventi climatici che hanno colpito tali aziende». Durante l'intervento di Cagiotti, quando puntava il dito contro Stato e Regione, dalla platea sono partiti applausi a più riprese.

Il caso della chiesina del Comune. Il tornado del 19 settembre non ha risparmiato nemmeno gli edifici religiosi: la canonica di Stabbia è quasi franata, la chiesa (seppur agibile) è stata gravemente danneggiata, mentre per un altro piccolo immobile - sul torrente Vincio - il tetto non esiste più. Una piccola chiesa, che nell'emergenza fu coperta con un telo dai vigili del fuoco, oggi spazzato via dal tempo e dal vento. Ma anche su questo c'è una novità: il Comune - che ne è proprietario - ha raggiunto un accordo con la Curia per dare l'edificio in comodato d'uso gratuito ai religiosi, che si occuperanno di ristrutturarlo nei prossimi tempi. Un intervento necessario, perché ad ora se piove fuori piove anche dentro. Un destino che avrebbe potuto riguardare pure la sede della Pubblica Assistenza di Stabbia (di proprietà della curia), rimessa in sesto con un prestito di 50.000 euro da parte di Anpas regionale.

Il dibattito politico. Detto che il sindaco Rossetti ha rivendicato di aver fatto il massimo e detto delle parole taglienti di Bruni, prima dei cittadini si sono espressi anche i capigruppo. Simone Barontini dell'omonima lista si è concentrato sulle tempistiche: «I cittadini andavano sentiti prima, dieci mesi di attesa sono troppi». Vladimiro Spinelli di Rosso Cerreto, invece, ha puntato più in alto :«Riconosciamo all’amministrazione di aver dato il massimo ma le risposte degli altri enti non sono state soddisfacenti». Discorso simile per Giovanna Palamidessi dei Cinque Stelle: «Abbiamo avuto pochissimi giorni di sospensione delle tasse, è stata una beffa». Alessio Tavanti del Pd, ovviamente, ha spezzato una lancia a favore dell'amministrazione: «C'è stato un operarsi continuo dell'amministrazione, chiedo soltanto di non strumentalizzare la vicenda». Pochi minuti prima della mezzanotte il consiglio aperto si è concluso, in un clima alla fine sereno: le cose da fare rimangono molte ma la temuta contestazione nei confronti della giunta non c'è stata. Discorso diverso per Renzi e Rossi, bacchettati a più riprese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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