Finanza
«Preghiere e silenzio per Isabella e Davide»
Rito stringato per l’addio alla coppia di Stabbia con il parroco che evita l’omelia di fronte a una comunità ancora sotto choc
CERRETO GUIDI. Troppo difficile trovare le parole giuste di fronte a una tragedia così grande. Difficile da spiegare anche dall’altare. Il dramma ha dilaniato una famiglia e sconvolto una comunità. E allora non resta che appellarsi alla fede, alla preghiera e al silenzio, evocati da don Antonio Velotto. Che ha evitato l’omelia e ha preferito - probabilmente accogliendo l’invito dei familiari - tirare dritto, per spegnere il prima possibile i riflettori, restituendo una dimensione privata a una tragedia che ha lasciato una ferita impossibile da rimarginare. Per gli amici e i parenti. Che si stringono intorno alle due creature travolte da un incubo che si è portato via i loro genitori.
Bastano appena venti minuti, un rito-lampo, stringato, per vedere le due bare uscire dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, per poi raggiungere il vicino cimitero. Sei giorni dopo quella lite furibonda culminata in omicidio-suicidio. Erano le 17.15 (l’ora è stata rilevata dagli investigatori grazie all’orologio che la vittima aveva al polso e che si è fermato) di sabato scorso quando Davide Grilli, 51 anni, camionista originario di Pisa, ha ucciso la moglie Isabella Bagnai, infermiera 44enne sposata in seconde nozze. L’ha colpita più volte con un coltello da cucina, lei ha cercato di difendersi, di sfuggire alla morte, ma non c’è riuscita: un fendente al petto e un altro all’addome le sono stati fatali. Poi Grilli ha scritto un biglietto per lasciare le sue disposizioni post-mortem: mettere in vendita la casa di via della Goraccia, teatro della mattanza, per garantire un futuro dignitoso alle figlie, che non erano in casa al momento dell’ennesima lite.
Che , secondo una prima ricostruzione fatta dagli investigatori, non è stato un episodio isolato: il quadro che sarebbe emerso dalle indagini, peraltro ancora in corso, è di una coppia che litigava spesso, forse per motivi sentimentali. Non è escluso che i due stessero pensando a una separazione. E poi c’era il male oscuro della depressione di cui entrambi avrebbero sofferto e contro il quale entrambi pare stessero lottando per sconfiggerlo.
Dopo aver scritto quel biglietto rivolto ai familiari, Davide si è ucciso con tre coltellate, l’ultima delle quali dritta al cuore. Sarà poi suo fratello, preoccupato perché nessuno rispondeva al telefono né al campanello di casa, a entrare nella casa e a scoprire il delitto.
Una ricostruzione emersa dagli esami autopsici, al termine dei quali le salme sono state restituite ai familiari. Che hanno voluto un unico funerale e che sono stati avvolti dall’abbraccio di una comunità, quella cerretese (rappresentata anche dal sindaco Simona Rossetti), ancora sotto-choc. Che ora chiede soltanto silenzio e rispetto per riuscire a superare questo lutto immenso.
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