Danni durante gli interventi, quasi 50 richieste di risarcimento
A Empoli e nella Valdelsa tra i casi più gravi un paziente operato per un problema ortopedico e che ha ottenuto oltre sessantamila euro. Ecco i dati dell’Asl e i parametri della scuola S. Anna che evidenziano comunque un rischio clinico in calo
EMPOLI. Ha riportato un danno biologico permanente durante un intervento ortopedico e, dopo oltre un anno, è stato risarcito con 66mila euro. E’ quanto accaduto ad un paziente che era stato operato in uno dei presidi ospedalieri dell’Asl 11 di Empoli lo scorso anno e che, a causa di un errore commesso in sala operatoria, ha avanzato un richiesta di risarcimento alla stessa azienda sanitaria.
Il fatto risale all’inizio dello scorso anno, tanto che – come si legge nella determinazione che stanzia il pagamento della somma in favore del paziente – la competente commissione per la gestione dei sinistri ha preso in carico il caso il 5 marzo del 2014. La controversia tra paziente e Asl si è risolta in breve tempo: la parte lesa, infatti, ha accettato la proposta di risarcimento fatta dall’azienda sanitaria locale e non ha voluto procedere oltre in sede di giustizia civile.
Dagli uffici di via dei Cappuccini a Empoli mantengono il riserbo sui particolari della vicenda e non viene specificato il tipo di operazione che è stata effettuata, né i danni provocati al paziente seppure sia stato quantificato il danno biologico subito. «Il sinistro a cui si fa riferimento – precisa in una nota l’Asl 11 – riguarda un intervento ortopedico per il quale la commissione gestione sinistri aziendale ha riconosciuto un danno biologico del 18-20% e, conseguentemente, è stato stabilito in via transattiva un risarcimento onnicomprensivo pari a 66mila euro».
Il danno biologico o danno alla salute riguarda il danno fisico o psichico che compromette le normali attività vitali del danneggiato ed è risarcibile ai sensi dell’articolo 2059 del codice civile. Il danno può essere di lieve entità (consistente in lesioni micro permanenti con invalidità compresa tra 1 e 9 punti percentuali) oppure di grave entità (che consiste in lesioni macropermanenti con invalidità superiore ai 9 punti percentuali). Stando alle tabelle di riferimento per il danno biologico di grave entità, tra i 18 e i 20 punti percentuali si trovano, tra le altre, menomazioni come ad esempio “la perdita di tutte le dita di un piede e dei condili metatarsali” per quanto riguarda gli arti inferiori oppure “l’anchilosi del polso in posizione sfavorevole (flessione dorsale a 60°) con prono-supinazione libera”.
L’iter delle richieste di risarcimento prevede che per ogni richiesta viene compiuta dall’azienda una specifica attività di approfondimento attraverso gli organismi previsti dalla normativa. Nel caso in cui vengano riscontrati elementi per ritenere la richiesta fondata l’Asl formula una proposta di transazione. In alcuni casi, come quello trattato, si trova un accordo. Ma può accadere che la parte lesa non accetti l’accordo e preferisca procedere con giudizio in sede civile. E’ il caso del maxi risarcimento – oltre 400mila euro - che l’Asl 11 fu costretta a versare nell’agosto del 2013 ad un paziente per un errore durante un intervento urologico. Allora l’azienda sanitaria fu citata in giudizio, venne svolta una perizia tecnica e il Tribunale di Empoli emise un ordinanza di condanna per Asl 11 da 415mila euro dopo tre anni di controversia.
In ogni caso i dati sulle richieste di risarcimento mostrano un trend in diminuzione negli ultimi anno. I report redatti dal Laboratorio Management e Sanità della scuola superiore Sant’Anna di Pisa, che ogni anno valuta le performance delle aziende sanitarie toscane, mostrano la discesa del numero di denunce per sinistri. In particolare, siamo passati da un indicatore di 5,96 nel 2011, ad uno di 4,47 nel 2012, a 4,11 nel 2013 fino al 3,40 nello scorso anno. In termini assoluti, nel 2014 sono state avanzate 48 richieste di risarcimento danni. Di queste 10 fanno riferimento ad eventi occorsi durante l’anno (8 sono denunce sinistri per lesioni o decessi in strutture ospedaliere, 2 in strutture territoriali), mentre 40 si riferiscono ad eventi accaduti nei due anni precedenti, cioè tra il 2012 e il 2013 (36 sono le denunce sinistri riguardanti le strutture ospedaliere, 2 quelle territoriali).
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