Il Tirreno

Empoli

Isabella ha provato a difendersi

di Massimo Mugnaini
Isabella ha provato a difendersi

Prime indicazioni dall’esame dei cadaveri dell’omicidio-suicidio di Stabbia: tante le coltellate sferrate

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CERRETO GUIDI. Isabella Bagnai ha lottato. Si è difesa con le unghie e coi denti, ha provato a parare i fendenti di Davide Grilli, prima di arrendersi alla sua forza soverchiante. Forse ha urlato. Ma non ce l'ha fatta, com'era prevedibile.

Così, il coltello da cucina afferrato dall'uomo al culmine della lite furibonda avvenuta nella loro casa di Stabbia, a Cerreto Guidi, l'ha colpita più volte, con violenza brutale. Fino a farla crollare in un lago di sangue. Forse, ipotizzano gli investigatori, si è verificato un caso di “overkilling”: alle coltellate sferrate per uccidere, insomma, si sarebbero aggiunte altre coltellate anche quando non ne servivano più, perché la moglie era già morta. Ma Davide, probabilmente in preda a un raptus incontrollabile, potrebbe non essersene accorto.

Di certo, dopo essersi reso conto di ciò che aveva fatto, ha mantenuto una lucidità non comune. Ha scritto un biglietto, dando disposizioni post-mortem circa il futuro economico delle figlie, da garantire anche mediante la vendita della casa, ed è poi riuscito a uccidersi trafiggendosi tra il petto e l'addome con il coltello ancora intriso del sangue dell'infermiera di 44 anni. Un unico colpo secco, tendono ora a ipotizzare gli inquirenti. Per farlo, il camionista originario di Pisa si è disteso sul letto della camera. Ed è proprio così, con l'arma bianca piantata in petto, sul letto, che l'hanno trovato i carabinieri intervenuti sulla scena del crimine, in via della Goraccia, nella serata di sabato 4 luglio. Dopo di loro, nel casolare dell'orrore è giunto il pm Egidio Paolini della Procura di Firenze. Insieme a lui, il medico legale che ha esaminato esternamente i corpi dei coniugi scoperti poco prima dal fratello di Davide, preoccupato perché la coppia non rispondeva da ore né al telefono né al campanello.

Proprio dal parziale esame esterno dei cadaveri è stato possibile effettuare una prima ricostruzione della dinamica dell'omicidio-suicidio che ha sconvolto e ancora sconvolge la comunità di Stabbia, come ha ricordato il parroco Don Tommaso Botti durante l'ultima funzione domenicale. Lui aveva i segni dei graffi di lei, sul corpo. Sul movente, invece, ormai paiono esserci pochi dubbi: il male oscuro della depressione di cui entrambi avrebbero sofferto e contro il quale entrambi pare stessero lottando per sconfiggerlo. Senza che niente trapelasse all'esterno: “una famiglia tranquilla, senza problemi, mai avremmo creduto potesse succedesse una cosa del genere” hanno ripetuto per ore amici e compaesani sconvolti. In realtà pare che la lite degenerata non fosse che l'ultima di una lunga serie. E che quella coppia tranquilla fosse invece inseguita da mille fantasmi interiori.

L'autopsia è prevista tra oggi e domani all'istituto di medicina legale di Careggi, a Firenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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