Il Tirreno

Empoli

È corsa contro il tempo per riavere il giudice di pace

di Marco Pagli

La domanda va presentata entro il 30 luglio ma mancano ancora 2 dipendenti Gli avvocati: «Fondamentale una sede a Empoli». Oggi summit all’Unione

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EMPOLI. Per riaprire la sede del giudice di pace di Empoli servono tre dipendenti e una sede. Tre dipendenti e una sede che vanno comunicati al ministero della Giustizia attraverso una richiesta formale da spedire entro il 30 luglio prossimo. Nonostante gli annunci sulla necessità di ripristinare il presidio di giustizia da parte di vari esponenti dell’Unione dei Comuni, a nemmeno un mese dalla scadenza ancora non è chiaro se la domanda verrà inviata o no. Nessuno si sbilancia. Nemmeno il sindaco delegato a seguire la vicenda, Alessandro Giunti di Capraia e Limite, se la sente di assicurare niente. Il problema è sempre lo stesso: riuscire a mettere d’accordo i sindaci. Sì, perché l’Unione non può assumere il personale necessario e quindi dovrebbero essere i Comuni stessi che cedono una quota della propria capacità assuntiva all’ente di piazza della Vittoria. Ebbene, ad oggi l’unico Comune che si sarebbe mosso è quello di Empoli, che ha messo a disposizione la sede – ovvero parte dell’ex tribunale di via Sanzio – e un dipendente.

L’asino, però, rischia di cadere sulle altre due figure necessarie a tenere aperto il presidio. Al netto delle parole, questi sono i fatti. O i sindaci, che compongono la giunta dell’Unione, si mettono d’accordo e trovano gli spazi per due assunzioni, oppure addio giudice di pace. Nel frattempo l’Associazione degli avvocati dell’Empolese Valdelsa si dice preoccupata, anzi preoccupatissima. «Perdere questa occasione sarebbe la fine di ogni opportunità di avere qualsiasi presidio di giustizia – spiegano il presidente Andrea Petralli, il vice Gabriele Stagni, il segretario Giampaolo Stefanelli e i consiglieri Nadia Frese e Caterina Bastianoni – dopo la chiusura del tribunale e lo spostamento del giudice di pace a Firenze gli appelli sono finiti. Siamo preoccupati perché il tempo stringe e ancora non c’è niente di certo. Eravamo stati convocati dall’Unione per martedì scorso, ma l’incontro è slittato a martedì prossimo (oggi, ndc), cioè a venti giorni dalla scadenza. E’ giusto che un territorio di oltre 170mila abitanti non abbia una sede di giustizia? Secondo noi no». E snocciolano dati sulla situazione grottesca che si è venuta a creare con la riforma della geografia giudiziaria (in particolare il decreto 155 del 2012), la quale ha sradicato dal territorio il tribunale e il giudice di pace. Guardando alla popolosità dell’area, l’Empolese Valdelsa avrebbe più diritto ad un presidio di dieci province e di dodici territori subprovinciali che invece hanno un tribunale o un giudice di pace. Discorso simile se, invece, si guarda all’estensione del territorio. Insomma, che il circondario non abbia nemmeno un giudice di merito di quarto livello (cioè un giudice di pace) è paradossale. E i disagi sono tutti per i cittadini. «Per gli avvocati Firenze o Empoli cambia davvero poco – continuano dall’Associazione avvocati – il problema è tutti dei cittadini che abitano negli undici comuni. Tutte le pratiche per le sanzioni da codice della strada, il recupero crediti fino a 5mila euro, i sinistri fino a 20mila euro, le deposizioni dei testimoni sono tutte di competenza del giudice di pace. Ebbene, siamo convinti che aver allontanato la sede abbia di fatto peggiorato, se non in qualche caso azzerato, l’accesso ai propri diritti di cittadino». Senza contare che con il progetto di riforma della magistratura civile aumenterebbero i compiti in carico ai giudici di pace: dai procedimenti per le successioni alle questioni di condominio, dai pignoramenti alle cause fino a 30mila euro, fino ai sinistri con danni non superiori a 50mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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