Droga, maxi-inchiesta dopo l'omicidio di Fucecchio: 19 arresti per traffico di cocaina
Gli arresti sono eseguiti dai carabinieri del nucleo investigativo di Firenze, coinvolte anche le forze di polizia di Albania e Germania. Le indagini erano partite dopo l'assassinio di Klaudio Rucaj, ucciso a colpi di pistola e abbandonato davanti al San Pietro Igneo
FUCECCHIO. I carabinieri di Firenze stanno eseguendo 19 misure di custodia cautelare, 12 in carcere e 7 agli arresi domiciliari, per un'inchiesta su un'organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina composta per lo più da albanesi.
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L'operazione, chiamata 'Ricarica 2013', trae origine da indagini scattate dopo l'omicidio, avvenuto il 15 luglio 2012 a Fucecchio, di un cittadino albanese, Klaudio Rucaj, 31 anni, freddato a colpi di pistola in viale Colombo e poi abbandonato davanti all'ospedale San Pietro Igneo.
Associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga i reati contestati a vario titolo. Per l'accusa, tra luglio 2013 e giugno 2014 l'organizzazione avrebbe movimentato oltre 15 chilogrammi di cocaina, tra quella importata in Italia e quella rivenduta al dettaglio. Quattro le persone, due albanesi e due pusher italiani, arrestate nel corso dell'inchiesta. Gli arresti sono eseguiti dai carabinieri del nucleo investigativo di Firenze, in collaborazione con i militari dei comandi provinciali di Lucca, Perugia, Pisa e Pistoia. Coinvolte anche le forze di polizia di Albania e Germania.
Tra i 19 arrestati dell'operazione antidroga dei carabinieri di Firenze c'è anche un calciatore della seria A dell'Albania, un 24enne figlio di un imprenditore albanese indicato come il boss dell'organizzazione sgominata dai carabinieri. Laureato in giurisprudenza, il 24enne, in una intercettazione telefonica, è stato sentito dire di avere l'intenzione di entrare in polizia e successivamente, di fare un concorso per diventare magistrato. Secondo quanto ricostruito da Dda e carabinieri di Firenze la cocaina veniva portata in Toscana dall'Olanda e distribuita tra l'Empolese, la Versilia, Montecatini e il pisano. La banda conduceva una vita modesta in Italia ma spesso inviava somme ingenti di denaro in contante in Albania - anche intorno ai 300 mila euro per volta - soldi provento del traffico di droga.
La polizia albanese ha eseguito l'ordine di arresto scattato nei confronti di 6 cittadini originari di Durazzo, nell'ambito della stessa operazione "RIcarica 2013", condotta oggi dai carabinieri di Firenze su un'organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina composta per lo pi da albanesi. Gli arrestati sono i fratelli Edmond 52 anni, Artur 49 anni e Luan Tepshi 46 anni, il figlio di Edmond, il 25enne Guido Tepshi, e Kastriot Dyrmishi 32 anni, e Laert Teneqexhi 25 anni. Due dei fratelli Tepshi erano noti a Durazzo come imprenditori che svolgevano l'attivita' nel settore dei Trasporti. Tutti e sei dovrebbero essere adesso estradati in Italia.
Il calciatore arrestato è Guido Tepshi, 24 anni. Nato a Durazzo, attaccante del club Ks Kastrioti Kruje. Proviene da una famiglia di imprenditori dei trasporti e del settore immobiliare che, accanto alle attività lecite, avrebbero capeggiato il traffico di cocaina in Italia, coordinandolo dall'Albania. Uno degli arrestati pi anziani stato intercettato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Firenze mentre diceva che "il traffico di droga non lo abbiamo inventato noi, c'è sempre stato, e ci sarà anche per le prossime generazioni. Qualcuno lo deve fare, e lo facciamo noi".
"Le indagini hanno evidenziato una pericolosit e una notevole potenza di questa organizzazione - ha detto il procuratore capo della Dda di Firenze, Giuseppe Creazzo in una conferenza stampa - e anche una perdurante operatività: solo stamani nelle perquisizioni abbiamo trovato tre chili di cocaina, due fucili a canne mozze e una considerevole somma in contanti di 30.000 euro".
Droga, dall'Olanda alla Toscana, e denaro ricavato dallo spaccio, dalla Toscana all'Albania, viaggiavano in doppifondi ricavati dentro le auto. Una volta, durante le indagini, i carabinieri, smontando le bocchette per l'aerazione di una Mercedes degli indagati, trovarono i condotti occlusi da banconote per un equivalente di decine di migliaia di euro.
Gli indagati in Italia conducevano una vita modesta, avevano dei lavori che giustificavano il rilascio del permesso di soggiorno, abitavano in case della campagna di San Miniato (Pisa) e Fucecchio. Ma in Albania reinvestivano i proventi del traffico di cocaina. Uno di loro, cercato adesso in Germania, coi soldi della droga aveva comprato diversi night club nel paese di origine.
Le indagini antidroga sono scaturite da un omicidio avvenuto a Fucecchio (Firenze) nel 2012, un regolamento di conti fra bande albanesi per il controllo di un giro di prostituzione.
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