Sicurezza
Annega nella piscina di casa
La vittima è Susan Vanessa Borradaile, 66 anni, di origini inglesi
EMPOLI. «Abbiamo fatto il bagno insieme in piscina. Mia moglie era abituata a fare anche trenta vasche, era allenata. Io sono rientrato in casa per finire di guardare la finale della Coppa America al momento dei supplementari. Purtroppo l’ho lasciata a nuotare e quando sono tornato fuori mia moglie era senza vita». Non potrà dimenticare quei momenti Giampaolo Cioni, pensionato di circa 70 anni, che per primo si è reso conto della tragedia. È stato lui, come accetta di raccontare pur in momento così doloroso, il primo a cercare di rianimare Susan Vanessa Borradaile, 66 anni, inglese di origine ma ormai da molti anni in Italia, madre di due figli, uno dei quali Dario David, è un ex ciclista su strada, biker e ciclocrossista, professionista dal 2000 al 2011, è stato campione italiano a cronometro. Susan Vanessa non aveva particolari problemi di salute. La coppia abita in una villetta, in un casolare di campagna, in mezzo al verde e a pochi metri dalla chiesetta di Villanuova circondata dal verde degli alti cipressi. Lo incontriamo davanti alla porta di casa, a cui si accede da una strada sterrata, vicino a vigneti e campi. In casa con lui c’è il figlio David, l’altro vive in Spagna. La polizia ha appena lasciato la casa dalle pareti chiare. Il caldo toglie il respiro, c’è una pace interrotta solo dal canto delle cicale e dal passaggio di poche auto. È stata una visita di pochi minuti, quella della polizia. Serviva per consegnare ai familiari l’avviso della richiesta di autopsia. Un atto dovuto, se lo vorranno, marito e figli della donna, potranno essere presenti agli accertamenti medico legali disposti dalla Procura di Firenze o far partecipare un avvocato. Sono esami necessari per stabilire le cause della morte anche se tutto fa pensare che la donna sia stata colta da un malore, che le ha fatto perdere i sensi, mentre era da sola in piscina e non sia riuscita neppure a chiedere aiuto e facendola morire annegata.
«Non so come sia andata, forse mia moglie ha avuto un malore ma non l’ho sentita chiedere aiuto e quando sono uscito ho visto subito che stava male. L’ho presa in braccio e portata via dall’acqua, ho cercato di rianimarla. Sono stato io a farle il massaggio cardiaco, poi ho chiesto aiuto ad una nostra vicina di casa che è volontaria in un’associazione di soccorso». Tutto è stato inutile, si dispera l’uomo che cerca di darsi coraggio.
L’altra sera la vittima era stata, come tante altre volte, insieme al marito a cena in località Sammontana. «Ma abbiamo mangiato alle 21.30 – va avanti nel suo pacato racconto Cioni – mi sembra quasi impossibile... È capitato anche altre volte che dopo cena ci siamo fermati in piscina e abbiamo fatto un bagno. Non è mai successo nulla di grave».
Durante gli inutili tentativi di riportare in vita la donna, il marito ha chiesto aiuto al 118, poco dopo l’una.
Sul posto insieme ai sanitari intervenuta anche la polizia di Empoli. Fin dai primo momenti si è pensato che la donna avesse accusato un malore per una congestione: il marito si sarebbe tuffato nel tentativo di salvarla, senza riuscirci. La salma è quindi stata messa a disposizione del pm di turno, Egidio Paolini.
In paese la notizia della morte per annegamento della signora Cioni ha colpito. Frequentava molto la parrocchia, dicono al circolo “Villanova”, era una brava persona. Una donna riservata, non faceva vita di paese anche se la coppia è piuttosto conosciuta.
Il parroco di Villanuova la ricorda come una signora molto attiva, disponibile verso gli altri. Frequentava i gruppi di preghiera e se c’era da dare una mano a qualcuno che aveva bisogno non si tirava indietro.
La data del funerale non è ancora stata decisa. Oggi ci sarà l’autopsia, poi la salma sarà restituita alla famiglia per l’ultimo saluto.
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