Il dolore
Intossicati dalle bacche velenose
Mangiano i semi di Jatropha e si sentono male: soccorsi e trasferiti al Meyer, ora sono fuori pericolo
MONTAIONE. Una pianta sconosciuta, tipica del Centro America, ha sicuramente attirato la loro attenzione. E la curiosità. «Perché – si sono detti i tre bambini, tra gli undici e i dodici anni di età – non provare quei piccoli frutti neri? Sembrano olive, ma che gusto avranno?» Il problema è che quella pianta, dalle belle foglie verdi, si chiama Jatropha ed è velenosa. Tanto che viene usata spesso come barriera per tenere lontano gli animali dalle coltivazioni. E così i tre piccoli si sono sentiti mali e sono stati portati all’ospedale Meyer, a Firenze.
Sono stati momenti di paura, dunque, quelli vissuti nella tarda mattinata di ieri a Collegalli, nel Comune di Montaione, al campo estivo del movimento Shalom. I tre bimbi, tutti residenti a Santa Croce sull’Arno, sono stati attratti dalle bacche di Jatropha, una pianta la cui linfa è irritante per la pelle e che può addirittura essere letale per l'uomo. Poco dopo i tre ragazzi hanno accusato forti disturbi gastrici quando sono stati soccorsi dal 118. I volontari della Misericordia arrivati sul posto - Mohammed Essaid, Antonio Baldini e Silvio Bagnoli - hanno trovato i ragazzi dolorante ma coscienti.Poi un altro mezzo dell’Arciconfraternita di Montaione - con Emanuele Bruschi, Mario Conforti e Gianna Benelli - ha dato il cambio e i piccoli sono stati trasferiti all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
A dare l'allarme al 118 erano stati i responsabili del campo estivo organizzato dal Movimento Shalom appena «i tre bambini, a distanza di pochi minuti uno dall'altro hanno iniziato prima ad accusare disturbi e dolori e poi a vomitare, spiega Luca Gemignani, uno dei responsabili dell'associazione che da anni gestisce la casa nel comune di Montaione dove ogni settimana vengono ospitati una trentina di ragazzi.
Proprio intorno alla casa i bambini hanno visti e ingerito le bacche della pianta di bacche di Jatropha e il malessere è subito arrivato. «Hanno accusato forti disturbi gastrici e iniziato a vomitare, pur restando sempre coscienti – aggiunge Gemignani – tanto che sono stati loro stessi a indicarci cosa avevano mangiato».
I sanitari del 118, intervenuti tempestivamente e subito messi al corrente dell’accaduto, hanno avviato tutte le procedure previste per questi casi, «alle quali noi ci siamo scrupolosamente adeguati», dice ancora Gemignani. I tre bambini all'ospedale Meyer per ulteriori accertamenti vista la pericolosità della pianta, ma le loro condizioni erano già decisamente migliorate con l’intervento del personale della Misericordia di Montaione. Il fatto di aver rigettato quasi subito le bacche, poi, ha evitato guai peggiori. Già nel pomeriggio, infatti, dal nosocomio fiorentino sono giunte notizie piuttosto rassicurante. «Tanto che noi speriamo che al più presto possano essere nuovamente con noi», ha concluso Gemignani.
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