Sicurezza
Polemiche e Palio, Dogana resta ma vuole cambiamenti
CASTELFIORENTINO. Dopo le decisioni del Comitato organizzatore del Palio di Castelfiorentino, che hanno suscitato molte polemiche per la scelta di non rivelare l’ordine di arrivo – con conseguente...
CASTELFIORENTINO. Dopo le decisioni del Comitato organizzatore del Palio di Castelfiorentino, che hanno suscitato molte polemiche per la scelta di non rivelare l’ordine di arrivo – con conseguente punteggio – della sfilata di sabato sera, ma solo la classifica finale del Palio, Dogana decide di rivelare la sua verità.
Ovvero, che il Comitato ha voluto punire la contrada con una severa penalizzazione – senza la quale Dogana avrebbe vinto il suo terzo palio – ma senza spiegare da dove è derivata la penalizzazione stessa. Un fatto che è stato al centro di dibattiti e malumori nella frazione di Castelfiorentino. «Da che mondo è mondo l’arbitro delle competizioni sportive popolari è apostrofato con parole colorite - si legge nel comunicato del Presidente Alessandro Sanità e della contrada tutta - è infatti proprio a causa di insulti all’arbitro durante il gioco di palla avvelenata che Dogana è stata penalizzata».
Ma i contradaioli ci tengono a spiegare il perché di tanta animosità: «Domenica scorsa abbiamo assistito a una brutta rappresentazione che deve far riflettere tutti i soggetti interessati e li deve spingere ad andare oltre le giustificazioni di facciata che abbiamo letto sugli organi di informazione. Si è letto che la contrada Dogana si è distinta per comportamento antisportivo, e penalizzata al punto di retrocedere al secondo posto, ma non si sono spiegate le ragioni di questa bruttissima faccenda. Tutto nasce dalla partita di palla avvelenata di domenica pomeriggio, con Dogana vincitrice del terzo posto. Ma i giudici hanno rimesso tutto in discussione, annullando la gara e facendo rigiocare le squadre. L’agonismo ha preso allora il sopravvento e le parole sono volate, ma Dogana ha ascoltato i giudici e ha vinto di nuovo. Ma ha subito comunque la penalizzazione. Ci auguriamo che gli organizzatori confermino la nostra versione».
Secondo i contradaioli, quindi, si sarebbe trattato di brutte parole dette nell’agonismo del momento, a causa di una decisione non condivisa – uno dei giudici non aveva visto che un giocatore aveva oltrepassato una linea, da lì la nuova gara – e comunque non tali da avere come risultato una pena così severa. Fortunatamente sembra che Dogana non voglia abbandonare il Palio, come era stato paventato nei primi momenti sui social network.
Sanità, infatti, afferma che «seppure ferita mortalmente», Dogana «continua a stare dentro al palio e a fare tutto quanto farà del bene al palio», auspicando, per il prossimo futuro, una netta distinzione tra organizzatori e giudici e un «doveroso passo indietro della politica».
Tommaso Rigoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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