Il Tirreno

Empoli

l'allarme

Ora si ruba anche l'identità per fare acquisti fraudolenti

Marco Pagli
Polizia postale al lavoro
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Polizia postale al lavoro

A Empoli e nella Valdelsa telefonano simulando l'esistenza di un call center e chiedono alle vittime i loro dati

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EMPOLI.Nel circondario le frodi non passano solo per il campanello di casa. Ma anche e soprattutto attraverso il web. A fronte delle decine di casi di persone – specialmente anziane – truffate nella zona attraverso falsi venditori o tecnici di società gas, luce e telefonia, i dati parlano di un vero e proprio boom di raggiri perpetrati attraverso il furto di identità su internet. Oltre trecento in tutta la provincia di Firenze, decine nell’Empolese Valdelsa quelli registrati nell’ultimo anno.

Phishing (un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato, attraverso principalmente la posta elettronica, cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso) e vishing , una tipologia che invece predilige la tecnologia VoIP: gli aggressori effettuano delle telefonate simulando l'esistenza di un call center, ad esempio di una banca, e chiedendo alla vittima di fornire i propri dati ad un operatore.

Sono questi i principali fenomeni da tenere a mente e da fronteggiare. Anche se non bisogna dimenticare che molte delle frodi passano proprio per le informazioni che si mettono a disposizione del pubblico attraverso internet e in modo particolare tramite i social. «Bisogna porre la massima attenzione a ciò che viene condiviso online – si legge nella relazione del Crif, azienda specializzata nel settore creditizio, che ogni anno fornisce i dati sulle frodi legate al credito – spesso, infatti, i ladri di identità ricorrono a informazioni che noi stessi abbiamo pubblicato su siti e social network».Il territorio fiorentino è tra i più esposti al furto di identità e alle frodi creditizie. Cadere nella trappola è tutt’altro che difficile. Anche perché i sistemi per carpire informazioni si stanno perfezionando di anno in anno.

Ma come funziona? Una volta entrati in possesso dei dati personali e finanziari, i truffatori utilizzano gli stessi per ottenere credito o acquistare beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento o non pagare il bene. Non è un caso che proprio il prestito finalizzato sia la tipologia prevalente attraverso la quale avvengono le frodi, mentre marginali rimangono quelle effettuate con carte di credito o richiedendo un prestito personale.

Quasi l’80% delle decine di casi registrati nel circondario viaggiano sull’asse del prestito finalizzato. I malfattori si presentano in un negozio di elettrodomestici e telefonia o in una concessionaria e acquistano un bene per cui si fanno aprire una linea di credito. Per far ciò forniscono i dati personali rubati in altra occasione, si portano a casa il bene che poi non pagheranno.Nella maggior parte dei casi i beni oggetto di truffa sono appunto elettrodomestici, seguiti da prodotti elettronici, di informatica o telefonia: prevalentemente tv di ultima generazione, smartphone e tablet. Ma non mancano - anche se non se ne sono verificati negli ultimi anni sul territorio, stando alle principali concessionarie di zona – frodi con al centro auto e moto. Il problema è che la truffa spesso non è nemmeno tanto semplice da smascherare, visto che in media la metà di quelle effettuate non vengono scoperte che dopo un anno dalla truffa.

Come ci si difende? Non divulgare informazioni sensibili sui profili pubblici, come già accennato, è il primo passo. «Un’altra barriera difensiva importante – continuano dal Crif – è rappresentata dalle password scelte per i servizi a cui si è iscritti: è consigliabile usare password diverse per ciascun profilo. Inoltre è essenziale aggiornare sistematicamente programmi e sistemi operativi.Da ricordare che computer, smartphone e tablet sono a rischio se si decide di rivenderli o buttarli, perciò bisogna essere sicuri che i dati personali siano stati eliminati definitivamente».
 

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