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Empoli

Morto alla sagra, investitore in libertà

Morto alla sagra, investitore in libertà

Intanto uno dei figli di Baronti dice: «Al momento non ci sentiamo di incontrare quest’uomo»

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EMPOLI. E' stato rimesso in libertà il 41enne di Empoli che sabato 27 giugno, a Bassa di Cerreto Guidi, ha travolto e ucciso con la sua auto Marino Baronti, 78 anni, fucecchiese.

La decisione è arrivata ieri mattina, al termine dell'udienza di convalida che si è tenuta davanti al gip del Tribunale di Firenze.

Il giudice ha convalidato l'arresto e in attesa del processo ha revocato la misura dei domiciliari all'investitore, come aveva richiesto il suo difensore. «Il mio assistito ha fornito ampia collaborazione - dichiara l'avvocato Daniele Raveggi - siamo soddisfatti».

Poi aggiunge: «Lui sta ancora malissimo per quanto è successo, si rende conto di aver sbagliato. Ha anche provato a mettersi in contatto con la famiglia della vittima ma per il momento non ci è riuscito. Ha un gran timore delle conseguenze». Il 41enne sarò processato per omicidio colposo e omissione di soccorso.

Nel frattempo la famiglia Baronti spiega di non essere ancora pronta a incontrare l’uomo che ha investito e ucciso Marino.

Come spiega uno dei figli del fondatore dell’officina Omb, Roberto, «dobbiamo valutare tutti insieme la questioone, con mio fratello e mio madre, e forse in futuro potremo parlare anche con questa persona. Ma per il momento non ce la sentiamo. Ancora è troppo presto. Abbiamo avuto tante testimonianze di affetto da parte di chi conosceva mio padre. E questo ci ha alleviato un po’ il nostro dolore. Ma ora siamo ricaduti nel pensiero di quella sera e non ci diamo pace».

«Subito dopo il fatto - spiega ancora Roberto Baronti - avevamo pensato che fosse stato un ragazzo, magari neopatentato. E in questo caso la nostra risposta sarebbe stata diversa. Qui siamo di fronte a un uomo».

Una persona di 41 anni che aveva, quella sera, anche la famiglia in macchina. E che, come ha spiegato il suo avvocato Daniele Raveggi, « ha visto una sagoma nera all’improvviso sulla strada, ha sentito un urto e ha avuto paura».

Da qui la fuga e il tentativo di distruggere la macchina, una Fiat Panda, che era senza assicurazione e neppure di sua proprietà.

Massimo Mugnaini

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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