Italia
Elias ora è Turbine È il soprannome che si porta addosso
Per Mannucci, fantino empolese debuttante al Palio, il compito più difficile: la partenza con la rincorsa
SIENA. C’era, negli anni Ottanta, una canzone di Franco Battiato che si chiedeva quale stato d’animo hanno i vigili urbani nel primo giorno in cui indossano la divisa.
È il primo pensiero che è venuto - anche al telespettatore distratto- nel seguire le emozionanti, quanto concitate fasi che preparavano la partenza del Palio di Siena, ieri sera, al tramonto, in piazza del Campo.
Elias Mannucci, fantino empolese, per il palio senese era un esordiente. Un sogno rincorso fin da quand’era bambino, diventato improvvisamente realtà.
E a vederlo in piazza del Campo, a lui che era stato assegnato il ruolo più difficile, la partenza con la rincorsa, non c’era da invidiarlo. Chissà, forse mentre cercava di domare, con le redini, il suo Mississippi, avrà pensato che quel momento lo sognava chissà da quanto. O quando cavalcava Stella, la sua cavalla preferita, che ha 21 anni. O a quella volta - che aveva appena tre anni e il suo babbo lo portò a una cena della contrada dell’Oca.
Oppure i pensieri correvano a casa, nella frazione di Martignana, dove mamma Navia, Papà Marco e i fratelli Ester e Diego li immaginava incollati alla televisione, a urlare “Vai, è il momento buono”. Ma quel momento sembrava nonarrivare mai, con tutti quei cavalli e fantini indisciplinati che sembravano non voler mai mettersi in posizione.
Per quasi un’ora se n’è stato dietro a tutti, ad aspettare il momento buono per entrare tra i due canapi e dare il via a quella che era la prima volta a cimentarsi con quei tre giri in uno scenario suggestivo e famoso nel mondo.
Non è stato un compito facile. Ma lo ha assolto. La corsa l’ha vinta Torre. Lui, Elias, ha vinto la sua corsa personale. L’ha disputata con grande dignità. E anche con grande porfessionalità, rimanendo nel gruppo di testa, tra i primi cinque, per tutta la corsa. Quei 90 secondi e passa che rimarranno impressi nella sua mente. Come rimarrà, impresso per sempre, anche quel nome che si porterà dietro per sempre: negli annali del Palio, accanto al suo nome, Elias Mannucci, ci sarà sempre scritto “detto Turbine”.
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