La protesta
Non era solo in auto Insieme al pirata la moglie e un minore
Stamani comparirà davanti al Gip per la convalida d’arresto L’avvocato: «Ha avuto paura, è fuggito ma poi s’è pentito»
EMPOLI. Non era solo in auto il 41enne di Empoli che si è costituito come l'investitore di Marino Baronti, 78 anni, travolto davanti alla moglie mentre attraversava la strada nei pressi di una sagra a Bassa di Cerreto Guidi sabato 27 giugno e deceduto in ospedale la sera successiva. Sulla Fiat Panda che si è allontanata da via 26 Giugno lasciandosi alle spalle il pensionato fucecchiese sull'asfalto, come già sospettavano i carabinieri e conferma Daniele Raveggi, legale dell'uomo su cui pendono adesso le accuse di omicidio colposo e omissione di soccorso, «c'erano anche la moglie e un minore che non è suo figlio».
L'investitore, finito agli arresti domiciliari, comparirà stamani - giovedì 2 luglio - davanti al gip del Tribunale di Firenze per l'udienza di convalida. «È vero – sostiene l'avvocato Raveggi - voleva demolire l'auto ma abbiamo portato noi i pezzi al commissariato. E adesso è distrutto dai sensi di colpa».
Il legale ha chiesto la revoca della misura per il 41enne: «abbiamo fornito all'autorità giudiziaria tutti gli elementi richiesti - spiega – e il mio assistito ha spiegato con chiarezza quanto avvenuto quando si è costituito in commissariato. Siamo ottimisti».
Qual è dunque la versione del presunto pirata?
«Come abbiamo già riferito all'autorità giudiziaria – ricostruisce l'avvocato - lui passava in auto davanti alla fiera. Era con la famiglia, tranquillo. Improvvisamente dice di aver visto una sagoma in mezzo alla carreggiata. Ha sentito un urto e ha avuto un po' di paura, vuoi perché in effetti era senza assicurazione, vuoi perchè c'era la famiglia con lui e si è spaventato anche per loro. Quindi ha proseguito la marcia e, soltanto quando è tornato a casa, si è accorto di una lieve ammaccatura al paraurti. Il giorno dopo ha aperto il giornale e ha capito che quello che era accaduto non era cosa da poco».
Inizialmente quindi il 41enne non si sarebbe reso conto della gravità del fatto.
«Tra l'altro – prosegue Raveggi – era senza assicurazione né documenti dell'auto perchè ancora non è stato perfezionato un passaggio di proprietà. Comunque, letto il giornale si è spaventato e ha cercato di distruggerla. È stato preso dalla disperazione, ha pianto, non ha dormito tutta la notte»”.
La situazione sarebbe precipitata definitivamente il giorno seguente.
«La mattina dopo ha appreso che l'anziano purtroppo era deceduto. Allora, distrutto dai sensi di colpa, si è rivolto a me» conclude il legale.
Ora toccherà al giudice decidere se convalidare l'arresto e mantenere ai domiciliari l'investitore.
Se i pericoli di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato saranno ritenuti insussistenti, è probabile che in attesa del processo il 41enne torni il libertà. Appena 48 ore dopo il funerale di Marino Baronti.
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